Protezione civile: Ad un anno dal terremoto il bilancio degli aiuti

Un anno dopo il sisma, la Protezione civile ha diffuso il complesso dei dati realtivi agli interventi effettuati a partire dalle ore immediatamente successive alla prima scossa del terremoto che ha colpito L’Aquila e il territorio abruzzese, fino ad arrivare alle attività di ricostruzione ancora in corso.

Nei primi 60 giorni sono stati svolti oltre 50.000 sopralluoghi per verificare le condizioni di sicurezza dei fabbricati e stabilirne l’agibilità sismica. Complessivamente, fino a marzo 2010 sono stati svolti 80.000 sopralluoghi, di cui alcuni per seconde verifiche, su un totale di 73.521 edifici. Tutto il rilievo è stato svolto grazie alla collaborazione di più di 5.000 tecnici volontari provenienti da tutta l’Italia.
Al momento le verifiche di agibilità non sono terminate: c’è un residuo di poche centinaia di ispezioni, per richieste di secondo sopralluogo sulla base di perizia tecnica di parte, richieste di primo sopralluogo giunte in ritardo o sopralluoghi per la revisione degli esiti F (edificio inagibile per rischio esterno).

Nell’immediato dopo terremoto sono stati svolti sopralluoghi macrosismici per la determinazione delle intensità nelle diverse località, per avere già nelle prime 48 ore un quadro abbastanza completo e affidabile della distribuzione delle intensità sul territorio. Questi rilievi sono poi proseguiti per alcune settimane su altre località e ulteriori verifiche.

Oltre alle verifiche sugli edifici sono stati svolti circa 130 sopralluoghi in varie località, per valutare la pericolosità di situazioni critiche di tipo geologico e idrogeologico (principalmente frane) determinate dal terremoto e da successivi fenomeni meteorologici. Durante i sopralluoghi, sono state anche prese decisioni immediate sulle necessarie contromisure per contrastare situazioni di immediato pericolo.

Le reti di monitoraggio del Dipartimento hanno costantemente operato durante e dopo il terremoto, consentendo di avere dopo appena un’ora una valutazione strumentale della severità della scossa in diversi punti della zona epicentrale. Le reti di monitoraggio sono state ampliate dopo il terremoto per tenere sotto controllo il territorio e alcune strutture fondamentali in cui erano ospitate le attività dell’emergenza (tra queste la palazzina comando della scuola della Guardia di Finanza a Coppito).

Per favorire l’avvio della ricostruzione, il Dipartimento della Protezione Civile ha promosso e coordinato insieme alla Regione Abruzzo gli studi di microzonazione, con la collaborazione di circa 200 ricercatori ed esperti. Gli studi hanno portato alla realizzazione di mappe di microzonazione sismica di livello 3 di tutte le aree interessate dalla ricostruzione che hanno subito un’intensità sismica maggiore o uguale a 7 nella scala MCS. Le mappe sono oggi disponibili su sito www.protezionecivile.it. Allo stesso fine sono state prodotte linee guida per le indagini sperimentali sulle strutture e sui terreni e per gli interventi sugli edifici danneggiati.

Stefano Bernardi