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Donna in coma per Psittacosi la malattia dei pappagalli

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Una donna è in coma a causa della psittacosi o febbre dei pappagalli.

Ricoverata in rianimazione all‘Ospedale S.Leonardo di Castellammare di Stabia, è in gravissime condizioni, i medici stanno cercando in tutte le maniere di trovare il modo di salvarle la vita.

La psittacosi è una forma di polmonite provocata dalla Chlamydia psittaci, che colpisce sia i pappagalli che gli uomini, attraverso il contatto con i volatili infetti. La donna di 65 anni ne aveva parecchi in casa, tra cui il pappagallo malato, morto qualche giorno prima che lei si sentisse male.

Si sono aggiunti ai medici dell’ospedale anche i ricercatori dell’Istituto Zooprofilattico di Portici, che pur lavorando solo sugli animali sta dando il suo contributo per riuscire a salvare la vita alla signora, colpita da una forma particolarmente aggressiva dell’infezione, che le ha causato polmonite, coma ed insufficienza multiorgano.

“Attualmente è in isolamento – spiega il direttore del Centro di Rianimazione del San Leonardo di Castellammare di Stabia, professor Aniello De Nicola – e sta ricevendo tutte le terapie del caso: decapneizzazione extracorporea, ultrafiltrazione, respirazione artificiale ed antibioticoterapia mirata. Anche se in questi giorni ha avuto una lievissima miglioria non disperiamo, e prevediamo qualche positivo passo avanti nei giorni prossimi”.

Un problema si aggiunge però alla situazione difficile della donna, si stanno infatti esaurendo i materiali per curarla, strumenti che da mesi, come informa De Nicola, erano stati richiesti all’amministrazione comunale.

“Stiamo ricorrendo al prestito di materiale – conclude – fatto dalle uniche due rianimazioni che praticano, come noi, il supporto d’organo extracorporeo”.

Il ruolo della signora nell’infezione da psittacosi è solo casuale, gli uomini sono infatti ospiti accidentali, che vengono a contatto con le clamidie per via aerea, inalando cioè le feci essiccate, le secrezioni oculari o nasali e le polveri provenienti da piume di uccelli infetti, durante ad esempio, la pulizie delle gabbie.

Il contatto tra esseri umani avviene solo se il ceppo è particolarmente virulento.

Giulia Di Trinca




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