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Riforma dei carburanti, Saglia: “In tre anni risparmio di 5 centesimi al litro”

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Il testo della riforma del settore dei carburanti sarà varato entro aprile, o con decreto o con misure amministrative, ma i nodi di questo comparto sono così complessi che i benefici per i consumatori arriveranno gradualmente nei prossimi tre anni e, comunque, entro fine legislatura”. E’ quanto afferma Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo Economico, a margine di un’intervista rilasciata a ‘Il Messaggero’.

In base alle parole di Saglia l’obiettivo del governo “è una rivoluzione morbida e graduale. In Italia – prosegue il sottosegretario – il prezzo industriale dei carburanti è più alto di 3-4-5 centesimi al litro, a seconda delle diverse rilevazioni, rispetto a quello medio europeo”. Si sta parlando, dunque, di diverse centinaia di milioni di euro l’anno.
Saglia da, inoltre, alcune anticipazioni sulle linee guida della riforma: “Prima di tutto – spiega – dobbiamo ridurre i distributori incentivandoli a chiudere. I superstiti potranno guadagnare spalmando un profitto più basso su un maggior numero di litri erogati. Poi – prosegue – va ridotto l’orario di apertura dei distributori in modo da obbligare gli italiani a comportarsi come gli altri europei, ovvero a rifornirsi in massa ai self-service, che già oggi erogano carburante con prezzi fino a 10 centesimi in meno. Infine – conclude – vorremmo organizzare una sorta di Borsa Oil della benzina, insomma un mercato all’ingrosso contando sul fatto che l’Italia dispone di una ricca rete di depositi”.

Nella stessa intervista a ‘Il Messaggero’, dice la sua sull’argomento anche il presidente di Unione Petrolifera, Pasquale De Vita. “I prezzi – afferma – sono fermi da due settimane. Sul mercato, c’è un’ampia serie di sconti, fino a 10 cent, in orari e posti svariati. Tutte offerte mirate, proprio, sul periodo festivo”. Secondo De Vita “la famosa differenza con la media di prezzo europea, che – osserva – era attestata a 3,5 cent, nelle ultimi rilevazioni è a 2,5”. Ciò che intende sottolineare il leader di Unione Petrolifera è che “mentre tanti contestano rincari, il comparativo con l’Europa recupera un cent. La differenza tra l’Italia e l’Europa – spiega – dipende in buona parte dal fatto che nel resto d’Europa il 95% degli automobilisti scendono e fanno benzina da soli. Da noi questo avviene nel 40% dei casi”.

“Al tavolo aperto con il ministero dello Sviluppo Economico – rivela De Vita – chiediamo una norma cogente che porti alla chiusura di almeno 4-5 mila impianti nell’arco di un paio di anni. Oggi ci sono 24.000 impianti, in Francia 12.000. La vendita media a impianto in Europa è 3 milioni di litri, in Italia 1,5 mln. In Italia tutto raddoppia. Se si semplificano le norme e si snellisce la rete, – conclude – la selfizzazione puo’ salire dell’80%. E il gioco è fatto”.

Mauro Sedda