Top ten dei film: è la mente a dirci qual’ è il più noioso

La Mind Sign di San Diego tramite la disciplina ‘neurocinematics’ monitora, con sofisticate risonanze magnetiche, la risposta del cervello a stimoli esterni di un genere ben preciso: quello cinematografico. Così il mensile Wired pubblica la classifica dei film più coinvolgenti del cinema: i primi tre posti vanno a “Bastardi senza gloria“, “Fast and furious” e “Star Trek“. I più noiosi? “Up“, “La notte dei morti viventi” e “Alice in Wonderland“.

Questa la Neuro Top Ten realizzata da Wired Italia basata sullo studio di Mind-Sign e quindi sulle reazioni più spontanee e affidabili degli spettatori sottoposti alla risonanza magnetica. Si parte dal vertice fino al decimo posto con reazioni più tiepide e dunque si suppone che il film sia più noioso. Al primo posto c’è “Bastardi senza gloria” di Quentin Tarantino, un maestro del cinema moderno.  Osservando il video della reazione di un cervello al trailer del suo ultimo film, infatti, si ha un particolare fenomeno che gli scienziati hanno già avuto modo di incontrare. Le zone stimolate dalla visione sono in numero elevatissimo, sia sul fronte di quelle attivate che disattivate, un vero e proprio tripudio di reazioni che era riuscito solo ad Alfred Hitchcock secondo gli stessi operatori di Mind Sign da sempre in cima alla classifica di chi sa farci provare le emozioni più forti. In maniera scientificamente provata. Segue “Fast and furious“. Non era difficile prevedere un posizionamento del genere per un film che su botte e curve (in tutti i sensi) fonda da sempre la sua formula vincente. Eppure il rombo dei motori non basta a guadagnare la vetta. Poi “Star Trek” di J.J. Abrams, che ha al suo attivo la serie cult “Lost”. La sua versione cinematografica evidentemente non è da meno se riesce a guadagnare il terzo posto tra i film che più solleticano il nostro cerebro. Al quarto post oc’è “Nel paese delle creature selvagge”. La tematica onirica e fiabesca sembra avvantaggiare il lavoro di Spike Jonze, che forse memore della sua abilità nel confezionare videoclip sa come mantenere alta l’attenzione dello spettatore. A metà classifica, quindi lo spettatore inizia a perdere interesse, si trova “Harry Potter e il principe mezzosangue”. Il maghetto potrebbe essere già felice di aver superato “Avatar”, e in effetti le avventure di Harry Potter e il successo multi-piattaforma (libro, film etc) sembrano trovare giustificazione in una risposta cerebrale che rimane appena fuori dal podio. Ed ecco – quasi – a sorpresa il film campione d’incassi “Avatar” al sesto posto. Poi segue “Gi Joe”. Se un film del genere non riesce a farci saltare sulla sedia, metaforicamente parlando, allora possiamo decisamente definirlo un flop. “Gi Joe” ha scontentato spettatori e anche gli analisti della Mind Sign. Ottavo posto per “Alice In Wonderland”. Brutte notizie per Tim Burton. Oltre ad una reazione della critica piuttosto tiepida anche il responso del neuro marketing non sembra essere dalla sua parte. Neanche Johnny Depp riesce ad accendere il giusto numero di impulsi durante la risonanza magnetica suscitando emozioni. Penultimo è “La notte dei morti viventi”. Per chi è cresciuto con la saga degli Zombie di Romero questa è una sorpresa: anche un classico del genere evidentemente sente il peso dell’età se ad oggi risulta tra i meno stimolanti. Infine ultima posizione per il film d’animazione della Pixar “Up”. Saranno i colori tenui o la tematica buonista ma le reazioni del cervello preso in esame sembrano decisamente tiepide.