Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica

Toscana: Pillola Ru486 in day hospital

CONDIVIDI

In Toscana, la prima regione ad acquistare la pillola abortiva Ru486 dall’estero nel 2005, c’è la possibilità di scegliere il day hospital dopo la somministrazione della pillola. Infatti la regione ha delle linee guida che prevedono la permanenza della donna in ospedale ma che non dettano un obbligo vero e proprio. Il nuovo governatore, Enrico Rossi, in precedenza assessore alla salute ha commentato: “Le linee guida sono state fatte dai medici, cioè dal consiglio dei sanitari. Però non sono vincolanti, ogni professionista decide sotto la sua responsabilità, sia se rimandare la donna a casa dopo aver preso il farmaco, sia se farla restare ricoverata”.

Rossi si è espresso poi sulla volontà dei governatori della Lega di osteggiare la pillola in questione: “La Lega è vergognosa. Ma dove vive Cota? Siamo in Europa. Stanno facendo un passo verso l’illegalità. Mancano di rispetto alle donne e all’autonomia dei professionisti. Roba da trogloditi. Io li sfido a combattere la piaga dell’aborto, un dramma per le donne. Vorrei che tra i governatori ci si sfidasse per discutere di riduzione del numero degli aborti. E invece si brandisce la Ru486 come arma. Il nostro paese trasforma tutto in guerra civile”.

I radicali hanno sostenuto che il protocollo regionale che prevede il ricovero “è un paletto atto a scoraggiare la libera scelta delle donne a favore dell’intervento farmacologico o di quello chirurgico”. Secondo i senatori Donatella Poretti e Matteo Perduca, Rossi dovrebbe “prendere a modello il protocollo scelto dall’Emilia Romagna, che somministra la Ru486 in day hospital”. Il governatore ha risposto ai radicali “Io non posso imporre a nessuno di utilizzare una metodica o un’altra. Neanche il day hospital. Ma stiamo scherzando?”.

Al di là delle polemiche la notizia è molto importante e conferisce la giusta importanza al rapporto fra medico e paziente.

Stefano Bernardi