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Bimbo ucciso a Genova: madre esce dal carcere

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Katerina Mathas? è tornata, per ora, una donna libera. Gli agenti e i magistrati che stanno indagando sul caso dell’omicidio del piccolo Alessandro in un lussuoso residence di Nervi il 15 Marzo scorso sembrano orientare sempre più  i loro sospetti sul padre, Giovanni Rasero 29 anni.

La madre infatti è stata scarcerata oggi nel primo pomeriggio; la libertà è arrivata grazie alle richieste del pm Marco Airoldi, che sono state  accolte dal Gip Vincenzo Papillo, appartenente al tribunale di Genova. Sulla decisione hanno influito molto le contraddizioni nelle versioni fornite da Rasero e il fatto che, Katerina, nell’ora in cui sussistono le maggiori probabilità che il bimbo sia stato ucciso, fosse fuori di casa. La donna sembra fosse infatti andata a comprare la cocaina.

Non ho ucciso il mio bambino. Vi prego di rispettare la mia disperazione e il mio dolore, perché sono una mamma distrutta per la perdita del figlio. Solo chi è genitore, può capire cosa sia un figlio: pensate che l’ho perso tragicamente e nessuno me lo restituirà più. Capisco le vostre esigenze, ma vi chiedo rispetto per il dolore insopportabile che sto provando”

Katherina sintetizza il suo pensiero così, ma all’uscita dal carcere non ha detto niente;  si è invece frettolosamente rifugiata nell’auto del suo avvocato, Paolo Costa, che aveva annunciato la volontà della donna di rilasciare una dichiarazione nel suo studio, dichiarazione  nella quale , stando al Secolo XIX, Katerina si sarebbe sfogata dicendo di aver ” trascorso 16 giorni in carcere, oggi torno a casa, ma Ale non c’è più Sono una mamma distrutta dal dolore. Oggi riacquisto la libertà, ma Ale non può restituirmelo nessuno“.

Nessuna misura restrittiva è stata presa  a carico della donna,mentre  resta in carcere il compagno 29 enne; la sua posizione sembra diventare ogni giorno più pesante.

Sul tragico accaduto, qualche giorno fa era stato sentito anche l’attore Paolo Calissano, proveniente da un passato che sicuramente potrebbe far presagire un suo coinvolgimento in una storia in cui la cocaina “la fa da padrona”. Ascoltato come “persona informata sui fatti”  Calissano ha chiarito la sua posizione dicendo di conoscere superficialmente la coppia.

Quest’ultima, tra l’altro, si era “trovata”  proprio ad una festa in cui Calissano era presente. Ciò però, razionalizzando il tutto, non può certo significare alcunchè rispetto sia ad un ipotetico ruolo dell’attore  nell’omicidio del piccolo Alessandro, sia eventualmente ad un suo coinvolgimento nell’utilizzo di cocaina da parte di Katerina e Giovanni.

A.S.