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Cantalamessa: l’antisemitismo? Un equivoco

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Sereno. Sorpreso, quando gli si chiedono lumi sulle vicende che lo stanno coinvolgendo. Quasi incredulo. “Pochi, evidentemente, hanno sentito il bisogno di leggere il testo”: le sue intenzioni, e quelle del suo amico ebreo, giura avrebbe voluto fossero altre. Padre Cantalamessa, il predicatore personale di Benedetto XVI, si è scusato con gli ebrei per aver paragonato gli attacchi al Papa e alla Chiesa all’antisemitismo.

E’ durante la celebrazione del Venerdì santo, alla presenza di Joseph Ratzinger, che Raniero Cantalamessa balza agli onori della cronaca. Legge una lettera ricevuta da un amico ebreo, il paragone proposto nella missiva è forte: gli attacchi mediatici al Pontefice per i recenti scandali legati agli abusi sui minori ricordano le persecuzioni antiebraiche.

Precisa al Corriere della Sera: “Non penso affatto che si possano paragonare antisemitismo e attacchi alla Chiesa di questi giorni e credo che neppure l’amico ebreo intendesse farlo. Egli non si riferisce all’antisemitismo della Shoah“, prosegue Padre Cantalamessa: “intendeva, e mi pare che lo dica chiaramente, ‘l’uso dello stereotipo e il facile passaggio dalla colpa individuale a quella collettiva‘, cioè l’antisemitismo come fatto di cultura, più che come effettiva persecuzione. Ma questo, che cioè si sia in presenza di un diffuso ‘anticristianesimo’ nella nostra società occidentale, non mi sembra che egli sia il solo e il primo a pensarlo”.

L’accostamento ha comunque suscitato numerose rimostranze: in un intervista alla stampa, il Rabbino capo di Roma Di Segno ha avuto parole durissime sul paragone, definendolo “osceno”. Non meno dura la reazione della sala stampa vaticana, che per bocca del portavoce Padre Lombardi ha precisato che il punto di vista di Cantalamessa “non è la linea seguita dalla Santa Sede”. Cosa che troverebbe conferma nelle stesse parole del predicatore: “il Papa non solo non ha ispirato, ma, come tutti gli altri, ha ascoltato per la prima volta le mie parole durante la liturgia in San Pietro. Mai qualcuno del Vaticano ha preteso di leggere in anticipo il testo delle mie prediche, cosa che ritengo un grande atto di fiducia in me e nei media”.

Intanto il mondo ecclesiastico si interroga sul futuro della Chiesa, e sui perché del prorompente ingresso nel circo mediatico. Padre Amorth, noto esorcista, in un intervista su Mediaset avrebbe declinato ogni responsabilità dello scandalo a Satana. Il Vaticano, ancora, avrebbe negato di aver coperto casi di pedofilia. Che comunque non dovrebbero, a loro dire, minare il prestigio e l’autorità morale del Pontefice.

Vincenzo Marino