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Don Gallo, “8 per Mille a rischio flessione”. Don Ciotti: prima le vittime

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Undici cattolici su cento giudicano negativamente il pontificato Ratzinger, la Chiesa è nella bufera mediatica, la disillusione dei fedeli è tangibile. “Può esserci un calo della credibilità”, avvisa don Andrea Gallo, fondatore della comunità San Benedetto al porto di Genova.

“Le statistiche parlano chiaro: non è escluso che ad un certo momento ci sia assenteismo e che le persone decidano di aiutare altre associazioni che si impegnano nella ricerca, nel volontariato. Il grande personaggio di Woytila, i suoi viaggi, il suo savoir faire nella comunicazione avevano trascinato veramente”, prosegue il sacerdote ligure. “Oggi è l’anniversario, e dopo 5 anni l’effetto Woytila non c’è di sicuro. Mi sembra che già l’anno scorso ci sia stato un principio di calo dell’8 per mille“, ha concluso don Gallo. “Il fenomeno della pedofilia nella Chiesa emerso prima negli Stati Uniti, poi in Europa e in Irlanda, può chiaramente incidere sulla scelta di devolvere il proprio 8 per mille alla Chiesa“.

Diversa l’opinione in merito di don Luigi Ciotti, fondatore di Libera: “L’eventuale ripercussione sull’otto per mille è il problema che preoccupa di meno, mi preoccupano più le profonde ferite nelle persone che hanno subìto delle violenze e le responsabilità grandi di chi le ha commesse. Non e’ il problema economico che mi preoccupa”, ammette don Ciotti. Ciò che importa è “una riflessione seria, oggi più che mai, e anche la capacità di riconoscere i propri limiti e le proprie responsabilita. La Chiesa deve interrogarsi con umilità e con forza”. Un’attenzione rivolta a “fare in modo che verità e giustizia non vengano meno”.

“Le capacità di recupero della Chiesa cattolica sono sempre notevoli”, rassicura comunque Francesco Petrelli, presidente delle Ong italiane. “Certamente, una situazione di questo genere riferita ad altre organizzazioni laiche, le avrebbero pregiudicata seriamente”, in riferimento al calo delle donazioni. “Come dico spesso – prosegue – noi, come Ong, ci possono permettere di perder i soldi di un progetto che va male, ma non ci possiamo permettere di perdere la nostra credibilità. Perché perduta la nostra credibilità, la garanzia di trasparenza e di qualità, abbiamo perduto tutto”,

Vincenzo Marino