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Fmi: stime al ribasso per l’Italia. Rischio default nei paesi Piigs

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Revisione delle stime al rialzo per l’intera economia mondiale: è quanto calcolato dal Fondo Monetario Internazionale, che stima una crescita economica del 4,1%, un punto in più rispetto alle previsioni dell’ottobre ‘09 . Diverso, invece, il trend italiano: per l’Italia è prevista una lenta crescita che si attesterebbe allo 0,8%, in discesa rispetto all’ultima stima. Fiducia lievemente in ripresa per il futuro: il 2011 dovrebbe accogliere l’economia italiana con una crescita del 1,4%.

E’ opportuno considerare come le nuove previsione siano sbilanciate sul terreno positivo: questo grazie all’ottimo trend di Cina e India, capaci di raggiungere rialzi vicini all’8%. Caso contrario, invece, per  l’Europa, la cui crescita è stata offuscata dalla pessima situazione economica greca.
E’ comunque apparso evidente come la traiettoria della crescita economica mondiale si articoli attraverso tre tipi di velocità: alle economie ruggenti dei paesi asiatici fa seguito l’apprezzabile ‘rimonta’ degli Stati Uniti, nei quali il Pil s’attesta al 3% circa. A chiudere il treno i paesi europei, in crescita media dell’1% ma fortemente minati da conti pubblici fragili, debiti elevati e a ‘rischio contagio’ a causa del default greco e dei suoi potenziali effetti sulle economie più esposte, gli altri paesi – cosiddetti – Piigs (quindi Portogallo, Irlanda, Spagna e Italia).

Per quanto riguarda la posizione italiana, si tratta di stime ovviamente dissimili dalle previsioni governative, che coll’aggiornamento del patto di stabilità presentavano un aumento del Pil dell’1,1%. Ancora, secondo il Fondo, l’Italia dovrebbe perdere terreno anche dal punto di vista occupazionale: si calcola che la disoccupazione debba crescere, quest’anno, di un punto percentuale, passando dal 7,8% attuale all’8,7%. Il 2011, invece, dovrebbe essere l’anno della discesa.

L’Fmi ha infine chiesto che “le politiche fiscali e monetarie continuino nel 2010 a sostenere crescita e occupazione, in particolare in Europa la Banca centrale dovrà mantenere ancora i tassi di interesse fermi agli attuali minimi storici”. “La politica monetaria – osserva il Fondo – dovrebbe restare altamente accomodante nella maggior parte dei casi. Le prospettive di ripresa sono sempre deboli e quindi le prospettive di inflazione rimangono sotto tono”. In buona sostanza, l’outlook che viene fuori dalle nuove stime  sembra presentare un’economia mondiale in rilancio. Ma comunque in ripresa “graduale e diseguale”.

Vincenzo Marino

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