Il profitto annienta il benessere

La caratteristica fondamentale delle nostre istituzioni sociali è la necessità di auto preservarsi. L’interesse principale di una istituzione governativa, sociale, economica o religiosa è quello di preservare l’istituzione stessa. Ad esempio: l’ultima cosa che una compagnia petrolifera desidera, è l’utilizzo di energia al di fuori del suo controllo. In questo modo, rischierebbe di scomparire.

Al centro di questa politica di auto preservazione delle istituzioni, abbiamo il sistema monetario. Il denaro fornisce i mezzi per il potere e dunque per la sopravvivenza. Qualsiasi istituzione che voglia sopravvivere deve generare profitti.

Se un’impresa guadagna vendendo un certo tipo di prodotto farà di tutto per contrastare l’esistenza di un prodotto simile che ne minaccia la sopravvivenza. Questo è l’unico obiettivo che possa interessarla. Battere la concorrenza. In un sistema monetario dove il profitto è tutto, diventa dunque difficile fidarsi delle persone.

Se un negoziante dicesse: “Questa lampada che vendo è buona, ma quella del negozio accanto è migliore”, non potrà fare soldi a lungo, non funzionerebbe. Appellarsi a principi etici, non funziona in un libero mercato. Per un’azienda, le persone ed il loro benessere non contano. Solo i soldi sono importanti. Facendo affari, l’etica non conta. Denaro, lavoro e competizione, questi sono i valori sui quali si fonda l’attuale ordine mondiale nel quale il profitto viene prima del benessere delle persone.

La democrazia, di conseguenza, è impossibile in un sistema basato sul denaro. Se siete candidati a ricoprire una carica politica, avete bisogno di soldi per finanziare la vostra ascesa. Questa non è democrazia. Solo coloro che sono in vantaggio economico sugli altri possono farcela. E’ dunque una dittatura delle elitè ricche finanziariamente. Quando scegliamo tra una lista di candidati, scegliamo una ristretta cerchia di persone ricche. E’ una farsa.

Nonostante il nostro voto vada ai politici, essi non sono in grado di risolvere i problemi che ci circondano. Non hanno le capacità tecniche per farlo. Anche se fossero onesti, non saprebbero come risolvere i problemi. Sono i tecnici che producono impianti di desalinizzazione, che ci fanno avere l’elettricità, che ci danno i veicoli, che ci riscaldano le case a poter risolvere i problemi. In ultima istanza, è la tecnologia che eleva il benessere delle persone, non la politica, non il denaro, non la religione.

La tecnologia è una matita che ci permette di scrivere le nostre idee, è un’automobile che ci consente di viaggiare più velocemente di quanto ci consentano i nostri piedi, è un paio di occhiali che ci permettono di vedere. La tecnologia è un’estensione delle facoltà umane che riduce i nostri sforzi e ci libera da certi lavori faticosi. Oggi, si crede che sia necessario il sudore della fronte per potersi guadagnare da vivere. Questa è una barzelletta, questa è schiavitù. Liberare le persone dai monotoni, ripetitivi lavori con i quali diventano ignoranti dovrebbe essere il vero obiettivo. Denaro, politica o religione, sono istituzioni fasulle.

Sul nostro pianeta disponiamo di risorse per dare una casa a chiunque, per costruire ospedali in tutto il mondo, per costruire scuole, per offrire apparecchiature e laboratori per le ricerche mediche e scientifiche. Abbiamo tutto questo, ma viviamo in un sistema monetario. In questo sistema, c’è solo il profitto.

Che cosa regola il profitto? E’ la massima efficienza o sostenibilità? No. Niente di ciò che viene prodotto in una logica di profitto è sostenibile o efficiente. E’ l’abbondanza delle risorse? No. L’abbondanza, secondo la legge della domanda e dell’offerta, è un nemico. E’ la carenza delle risorse che accresce i profitti. Il petrolio è una risorsa energetica non rinnovabile, quindi scarsa. Vendere petrolio frutta moltissimo data la sua scarsa disponibilità. Se il petrolio fosse infinito, nessuno lo venderebbe più. In un sistema basato sul profitto non si avranno mai abbondanza di risorse e sostenibilità. Ciò, è contro la natura del sistema. Attualmente, il profitto ed il denaro esistono perché non facciamo altro che sfruttare risorse scarse.

Quando ci renderemo conto che è la tecnologia, nel suo corretto utilizzo, a migliorare la qualità della nostra vita e non il denaro, ci renderemo conto che è l’attenta gestione delle risorse della Terra il nostro obiettivo. Capito questo, ci renderemo conto di come il denaro sia una barriera allo sfruttamento di queste risorse. Capito questo, ci renderemo conto che è inutile pagare per l’aria o l’acqua in quanto sono risorse abbondanti. Nessuno tenterebbe di venderle, a meno di un suicidio economico.

Seguendo questa logica, se le risorse e le tecnologie fossero sufficientemente abbondanti, non ci sarebbe bisogno di vendere alcunché. Se le macchine fossero così avanzate da rimpiazzare gli uomini nel lavoro, non ci sarebbe bisogno di avere un lavoro. In questo sistema, non ci sarebbe bisogno di far circolare denaro. Senza denaro scomparirebbe il crimine. Senza denaro non ci sarebbero guerre e povertà. Le stesse leggi sarebbero inutili. Invece di fare una legge con scritto: “Guida attentamente quando bagnato”, si potrebbero costruire strade anti pioggia tecnologicamente avanzate. Per evitare gli incidenti stradali, si potrebbero inserire dei radar sulle automobili. Basta puntare sulla tecnologia. NON LEGGI, MA SOLUZIONI.

Rimane un’ultima domanda: abbiamo sulla Terra abbastanza risorse e conoscenze tecnologiche per creare una società così prosperosa? Si, le abbiamo. Abbiamo risorse e tecnologie per consentire tutto questo e per creare una società non più legata alla dittatura del profitto e al denaro, ma al benessere della vita delle persone.

Attualmente potremmo non bruciare combustibili fossili. Potremmo smettere di utilizzare tutto ciò che contamina l’ambiente. Ci sono molte fonti di energia disponibili, pulite, abbondanti e rinnovabili. Sole, vento, onde e maree, energia geotermica sono fonti rinnovabili il cui potenziale è rimasto ancora inespresso. L’energia prodotta dal sole, ad esempio, è così potente che un’ora di luce del sole a mezzogiorno contiene più energia di quello che in tutto il mondo si consuma in un anno. Se potessimo catturare un centesimo di questa energia, nel mondo si potrebbe smettere di usare il petrolio. La questione non è la disponibilità, ma le tecnologie che vengono utilizzate.

In una economia basata sull’abbondanza di queste risorse rinnovabili e pulite, il denaro non servirebbe più a nessuno. In un’economia basata sulla scarsità, il denaro serve a rimpinguare le tasche di quell’1% della popolazione che possiede il 40% della ricchezza nel mondo. Il denaro serve a schiavizzare la popolazione attraverso la logica del salario. Il denaro serve a finanziare le guerre. Il denaro crea povertà, schiavitù. Il denaro è il nemico da combattere. Un nuovo mondo è possibile, basta volerlo.

Di Marcello Accanto