L’ennesima morte bianca fa smuovere qualcosa in direzione sicurezza sul lavoro?

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Roma, 4 aprile. All’indomani della morte di Sergio Capitani, si fanno i conti con le coscienze, con la burocrazia, con la macchina della Giustizia. La vittima di questa ancora inspiegabile morte bianca, 34 anni, originario di Tarquinia, lavorava all’interno della centrale Enel di Torrevaldaliga Nord, a Civitavecchia.

Altri tre operai dello stabilimento sono rimasti intossicati da un getto di ammoniaca causato da un improvviso guasto. Tre dei quattro, compreso Sergio Capitani, lavoravano per conti di una ditta esterna, mentre uno dei feriti è assistente interno dell’Enel.

La ditta Enel ha avviato un’indagine interna, mentre le autorità proclamano da più parte a gran voce di voler sapere la verità. Il ministro Sacconi ha dichiarato che pretende che vengano accertate con tempestività le cause di questa tragedia, mentre il nuovo presidente della Regione Lazio Renata Polverini ha commentato che cose di questo genere non dovranno mai più succedere.

Sergio Capitani è morto a seguito di gravissime ferite provocate dall’esser stato colpito in punti vitali dal tubo della condotta dell’ammoniaca. Sull’incidente stanno indagando i Carabinieri. Le cause sono ancora incerte, ma sembrerebbe che l’esplosione sia stata causata da una eccessiva  pressione che avrebbe spaccato il tubo del diametro di 60 cm circa che conteneva acqua e ammoniaca che servivano per il raffreddamento dell’impianto. Il tubo, schiantandosi su Sergio Capitani, lo ha colpito duramente mentre gli altri tre frattanto sono  rimasti intossicati per aver respirato le esalazioni causate dalla fuoriuscita del miscuglio di sostanze.

Nella serata di ieri sono arrivati, tempestivi, i primi  chiarimenti che l’Enel, sentendosi accusata da più voci, si è apprestata a ricercare e fornire. Secondo le dichiarazioni della società, non c’è stata alcuna esplosione di tubo, bensì una fuoriuscita di ammoniaca da un tubo che era già aperto da entrambi i lati per rimuovere una ostruzione, intervento che stavano appunto compiendo i quattro tecnici al lavoro.
Dichiarazioni differenti da quelle delle fonti Enel sono state rilasciate invece da Franco Boriello, segretario della camera del Lavoro della Cgil: “Erano tutti al lavoro in quota – ha detto – per chiudere con una valvola un tubo diportato di ammoniaca. Qualcosa però sembra non aver funzionato. Il tubo è esploso e la vittima si trovava proprio davanti alla valvola al momento dell’esplosione che lo ha colpito in pieno. Ancora una volta, questa volta alla vigilia di Pasqua un operaio si è recato a lavoro per sostenere la propria famiglia e farà rientro a casa in bara”.

Intanto i sindacati indicono per il prossimo martedì  massicce iniziative di sciopero. Fiom Cgil, Fim, Cisl, Uilm, Uil hanno proclamato otto ore di sospensione lavorativa con tanto di annunciato “blocco totale delle attività di cantiere e dell’area produzione”. Inoltre, dichiarano che dopo la  giornata di martedì “si riservano di decidere altre iniziative”.

Secondo le dichiarazioni rilasciate dai sindacati che stanno protestando, “la gravità della situazione che riguarda la sicurezza all’interno del cantiere ed anche all’ interno delle aree gestite da Enel Produzione (aree di sola ed esclusiva gestione Enel Produzione)” e si tiene a sottolineare anche “l’inesistente rapporto relativo alla sicurezza intercorrente tra Enel Cantiere ed Enel Produzione. Quest’ultima appare davvero una zona franca, all’interno della quale è tutto possibile, nulla controllabile, nulla contestabile neanche da parte dei rappresentanti dei lavoratori per la Sicurezza delle varie aziende metal meccaniche impegnate nei lavori di finitura e manutenzione”. Sempre i sindacati ricordano, inoltre, che “gli ultimi due incidenti mortali sono avvenuti entrambi in prestazione di lavoro a carattere straordinario: uno dopo le 8 ore lavorate e l’ultimo nella giornata di sabato, situazioni che vedono l’allentamento della vigilanza sulla sicurezza da parte del committente”.

Secondo il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, non possono attendere gli accertamenti approfonditi sulle cause: “Dovranno essere indagate con tempestività le cause dell’infortunio nell’ambito della centrale Enel di Civitavecchia, con particolare attenzione ai doveri di prevenzione che devono interessare l’intera filiera produttiva”. Ha poi aggiunto, il ministro Sacconi, che “il governo partecipa al grande dolore dei familiari e dei colleghi per la morte nel lavoro del lavoratore Sergio Capitani e per il ferimento degli altri lavoratori nell’ambito dell’incidente nella Centrale Enel di Torrevaldaliga Nord a Civitavecchia. Ogni infortunio nel lavoro, a maggior ragione se mortale, suscita legittima emozione e richiama tutte le funzioni pubbliche competenti a vigilare e a promuovere una migliore formazione e informazione per ambienti di lavoro sicuri”.

Anche il Comune di Tarquinia si è mobilitato già da ieri, alla vigilia dei festeggiamenti pasquali che probabilmente saranno sospesi nella città natale della vittima, prendendo la decisione di costituirsi parte civile nel procedimento penale sul tragico incidente mortale. Mauro Mazzola, primo cittadino, dichiara infatti: “Chiederemo di costituirci parte civile perché vogliamo verificare con certezza che siano state adottate tutte le misure di sicurezza previste dalle normative. Ma vogliamo anche affermare con forza che in materia di sicurezza sul lavoro, per quanto ci riguarda, saremo costantemente in prima linea”.

Annuncia infatti il sindaco Mazzola che nel pomeriggio di martedì prossimo, nella sede del  Municipio di Civitavecchia, si terrà un incontro delle amministrazioni comunali dell’intera area locale che comprende le province di Roma e Viterbo, per arrivare a degli accordi condivisi che valgano da pianificazione di  una serie di iniziative che è necessario ormai da tempo, a giudicare dai fatti sotto gli occhi di tutti, che vengano presi in materia di  sicurezza nei luoghi di lavoro.

Vedremo quali risvolti avranno tutte queste iniziative, in concreto, sulle soluzioni pratiche che si vedranno ma soprattutto, auguriamocelo, sull’arresto delle registrazioni di morti bianche sul lavoro, dal momento che a quanto pare l’ennesima tragedia ha se non altro fatto risuonare un segnale finalmente decisivo (forse) in tema di sicurezza.

S. K.