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Obesità: in Usa si combatte con un reality

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Nel paese in cui l’obesità è divenuta una piaga e contro la quale è scesa in campo addirittura la first lady Michelle Obama, l’ultimo a dar battaglia ai chili di troppo è uno chef: Jamie Oliver il guru dell’ortofrutta.

Lo chef ha deciso di combattere l’obesità a suon di reality, scegliendo la città più grassa degli Stati Uniti, Huntington in West Virginia, che vanta addirittura la percentuale maggiore di obesi in tutto il mondo occidentale.

Jamie Oliver’s Food Revolution” è questo il titolo del programma attraverso il quale il cuoco vuole cercare, in sole sei settimane, di far dimagrire i bambini di una scuola elementare. In onda sulla ABC, lo chef non ha avuto per ora i risultati sperati, abituato ai successi televisivi inglesi, si è trovato a fare i conti con le abitudini alimentari americane, che alimentano i piccoli con patatine, hamburger e pizze congelate.

Le cuoche della mensa scolastica, alle quali Oliver aveva proposto un nuovo menù, che comprendeva cibi preparati al momento come il purè con vere patate e non con polverine, sono rimaste basite, mentre i bambini non hanno apprezzato la nuova dieta, continuando a preferire quella precedente.

Ma Oliver non si è arreso proponendo a forza solo il suo menù. Addirittura lo chef ha deciso di far vedere ai bambini di cosa sono fatte le crocchette di pollo che mangiano quasi quotidianamente: ossa, pelle e grasso tritati insieme e poi filtrati, avvolti nel pan grattato e quindi fritti in padella. I bambini in principio inorriditi, alla domanda su chi ne volesse una, hanno tutti entusiasti alzato la mano.

Nonostante la sconfitta del cuoco sconvolto dagli atteggiamenti alimentari dei bambini, la prima puntata vista da 7 milioni di spettatori ha scatenato un caso, che ha coinvolto anche la School Nutrition Association, responsabile dei menù scolastici, che a detta del New York Times, ha difeso i menù americani.

Giulia Di Trinca