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Stati Uniti: secondo una nuova legge i piloti depressi potranno guidare gli aeroplani americani

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STATI UNITI – Dall’America giunge una notizia positiva per i sindacati. Anche se non soddisferà molti dei clienti delle linee aeree che quotidianamente viaggiano solcando i cieli statunitensi. I piloti delle maggiori compagnie che prendono medicinali contro la depressione potranno d’ora in poi prestare ugualmente in servizio. Chiaramente la loro permanenza lavorativa è regolata da severe restrizioni ma già questo è un notevole passo in avanti.

La Federal Aviation Administration (FAA), l’ente responsabile dell’aviazione civile Usa, ha deciso di abolire e cancellare le norme finora in vigore che proibivano ai piloti sotto terapia anti-depressiva di entrare in cabina di comando. La regola era stata imposta viste le gravi conseguenze degli effetti collaterali delle medicine anti-depressione: dalla pericolosa stanchezza ai problemi di visione e giudizio. Derivazioni che erano considerate molto nocive per la sicurezza dei voli affidati ai piloti in terapia.

Decisivo per far cambiare idea alla FAA è stata l’entrata in commercio di medicinali contro la depressione che presentano scarsi effetti collaterali limitando così i rischi per i viaggiatori. Inoltre questa presa di posizione garantirebbe una maggior trasparenza sulle problematiche dei dipendenti. Infatti molti piloti alle prese con la depressione preferivano tenere nascosta la loro condizione per evitare di perdere il posto.

Il permesso di volare sarà però limitato ai piloti che prendono uno dei quattro anti-depressivi approvati dalla FAA – Prozac, Zoloft, Celexa e Lexapro. Non basta. Devono anche accettare un periodo di terapia preliminare, nel quale dovranno astenersi dalla guida, con visite regolare ai medici specializzati in questo tipo di problemi.

I piloti che ammettono di essere depressi dovranno farsi visitare ogni sei mesi da uno psichiatra. Saranno controllati periodicamente e verrà monitorata la loro condotta lavorativa. Una decisione che è destinata a creare scalpore soprattutto tra le associazioni dei consumatori che esprimono preoccupazione e ansia per questa concessione. La sicurezza dei viaggiatori dovrebbe, secondo queste, essere la prima vera esigenza delle compagnie aeree.

Alessandro Frau

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