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Messina: famiglia dona organi del figlio e salva quattro vite

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Per la prima volta nel 2010 all’Ospedale Piemonte di Messina è stato effettuato un espianto di organi, la donazione è avvenuta da un paziente di 36 anni, in coma irreversibile a causa di un problema cerebrale.

I familiari all’avvenuta dichiarazione di morte hanno deciso per l’espianto di organi, così il team di chirurghi dell’Ismett di Palermo, in collaborazione con il cardiochirurgo del Papardo e dell’equipe chirurgica del Piemonte, sono intervenuti operando il giovane ed espiantando i reni, il cuore e il fegato.

Nel nostro paese, ci informa il Centro Nazionale Trapianti, sono stati 3164 i pazienti trapiantati nel 2009 contro i 2932 del 2008, per un aumento percentuale tra organi solidi, tessuti e cellule pari al 10,5 per cento. Dopo una leggera flessione osservata negli ultimi due anni, i dati registrati nel corso del 2009 rilanciano l’espianto degli organi in Italia, che comunque si colloca nei primi posti in Europa, per la trapiantologia.

L‘Ismett è riconosciuto sia in Italia che all’estero, come una struttura dell’eccellenza per i trapianti e le terapie ad alta specializzazione. Per Pasqua almeno quattro persone potranno risorgere ed avere una nuova vita grazie al gesto dei familiari dello sfortunato ragazzo, che hanno fortemente voluto l’espianto dei suoi organi.

Proprio durante la notte tra venerdì e sabato santi i medici hanno decretato la morte cerebrale del giovane, la commissione incaricata di accertare l’avvenuto decesso era coordinata dalla dott. Maria Spavara del Piemonte, coadiuvata dal dott. Domenico Runci del Papardo e dal dott. Giuseppe Patalano, rianimatore del Piemonte.

“Voglio sinceramente ringraziare, a nome di tutta l’azienda, la grande umanità dei familiari del ragazzo”, sono state queste le parole del direttore sanitario dell’Azienda ospedali riuniti Papardo–Piemonte, dott. Eugenio Ceratti.

“Una scelta difficile in un momento difficilissimo, nel pieno delle festività pasquali. È un messaggio forte alla cittadinanza”. “Episodi del genere – continua Ceratti – vanno incentivati, vanno valorizzate anche le persone che hanno lavorato ad un’operazione di questo tipo, possibile solo perché l’azienda è avviata verso obiettivi ben precisi e grazie all’operatività del personale”.

Giulia Di Trinca