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Ahmadinejad, controsummit per la pace atomica

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Votati alla linearità, i discorsi ufficiali di Ahmadinejad non lasciano spazio di movimento politico. A pochi giorni dal G8 dei Ministri degli Esteri e dalle dure dichiarazioni di Obama sulla possibilità di nuove sanzioni all’Iran, Ahmadinejad suggerisce a Obama di non intraprendere questa strada. Le sanzioni saranno improduttive perchè l’Iran non si lascerà intimidire, al contrario queste misure motiveranno il paese, rafforzando la sua decisione a percorre una scelta di sviluppo sulla via del progresso.

Ahmadinejad impone, quindi, una sorta di giustizia atomica con l’utilizzo per tutti dell’atomica a scopo civile e delle armi nucleari per nessuno. Questa salamonica visione verrà sviluppata durante il controsummit, organizzato dall’Iran dopo l’atteso vertice di Washington. In quest’ultimo, convocato da Obama il 12 e il 13 aprile, verranno decise misure contro l’Iran, fra cui il divieto di vendere benzina al paese primo produttore di petrolio ma privo di raffinerie, da avanzare all’Onu, l’unico che potrà poi tradurle in pratica.

La Cina sarà l’ago della bilancia; presente al summit voluto dagli Stati Uniti per ottenerne il voto favorevole alle sanzioni, parteciperà anche al summit iraniano del 17 e 18 aprile, perchè la sua volontà di non arrivare a sanzioni è stato espresso da Said Jalili, capo negoziatore sul nucleare iraniano. Da un nuovo rapporto dell’Aiea pare, inoltre, che l’appoggio cinese all’Iran sia anche materiale oltre che politico. Valvole e altre forniture per le centrifughe, prodotte da un’azienda francese, sarebbero state acquistate da una ditta cinese per esere girate in Iran, in un’operazione di triangolazione già rodata.

Presenti saranno anche molti Capi di Stato ed esponenti di Ong per confermare le buone intenzioni iraniane.

Il discorso del Presidente iraniano non ha tralasciato nulla per rafforzare il suo pacifista approccio alla politica internazionale e al disarmo internazionale, ammonendo gli Stati Uniti, deluso dalla politica di Obama di grandi promesse disilluse perchè la posizione statunitense in Iraq e Afghanistan è sempre la stessa e profetizzando la morte sicura di Israele se persevererà nella sua politica aggressiva.

di Fabiana Galassi