Assassinio Terreblanche, il Sudafrica sceglie la sua identità

L’assassinio di Eugene Terreblanche, rivela la fragilità sociale e politica del Sudafrica. Nonostante la fine dell’apartheid e la modernizzazione rappresentata curiosamente dalla scelta di fare del Sudafrica il paese ospitante i Mondiali di calcio, il movimento di resistenza Afrikaneer, AWB, continua a rappresentare con i suoi 5000 sostenitori, un passato di mancata pacificazione.

Perso con il tempo il suo peso sociale, l’AWB continua a sostenere la sua contrarietà al sistema democratico parlamentare, simbolo della dismissione dei principi di supremazia boera. Sfilate paramilitari e attacchi bomba durante le prime elezioni aperte alla popolazione non bianca nel 1994, hanno distinto l’attività di questo gruppo, fino all’imprigionamento nel 1983 di molti suoi leader condannati per attività cospirativa e a quello del 2001 dello stesso Terre’Blanche per aggressione a un vigile di colore, fino al 2004.

André Visagie, portavoce dell’AWB, si è affrettato a un appello alla calma “per il momento”, che suona come inquietante. La consapevolezza di una reazione dei membri della comunità bianca in Sudafrica, ha portato Visagie a temporeggiare per attendere il 1° maggio prossimo, data della prossima conferenza nella quale verrà decisa una linea d’azione precisa, non emotiva. Intanto, il suo invito alle squadre di calcio a boigottare i Mondiali, da la dimensione dell’assenza di un’azione politica determinante per un movimento che non ha mai saputo costituirsi come partito politico, vero e proprio.

Tuttavia, aldilà di queste note di costume, la drammaticità della situazione è rivelata da una situazione stabile per la quale i bianchi, come Terreblanche, continuano a essere i proprietari dei terreni arabili e produttivi del Sudafrica, lavorati da agricoltori neri, speso sottopagati e sfruttati. Una tensione sociale di questo tipo, ha originato l’assassinio di Terreblanche, ucciso forse da due suoi dipendenti di colore per una questione privata sulla loro paga.

Questo simbolico rapporto di potere sociale, sarà sfruttato politicamente. L’appello alla responsabilità e all’unità nazionale, del Presidente Jacob Zuma esorta alla necessaria e ancora mancata riconciliazione nazionale perchè gli slogan di uccidersi a vicenda possano cadere nel vuoto.

di Fabiana Galassi