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Beppe Grillo all’attacco dei giornali

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Ne ha per tutti il comico genovese. Prima contesta fortemente l’editoriale di Eugenio Scalfari, apparso su Repubblica del 4 aprile, poi ordina al suo avvocato, Michelangelo Montefusco, di rispondere per le rime alle insinuazioni del quotidiano Il Tempo circa il rimborso elettorale che il Movimento 5 Stelle dovrà, per legge, percepire.

E’ un Grillo scatenato quello che, dalle pagine del suo blog, rivolge pesanti critiche al fondatore di Repubblica, Eugenio Scalfari. L’illustre giornalista nel suo consuetudinario editoriale della domenica, analizza a mente fredda le recenti elezioni regionali. Nell’articolo, tuttavia, non compare alcun riferimento al Movimento 5 Stelle, nonostante il discreto risultato ottenuto dai grillini: in totale circa 400.000 voti.

Queste le parole del comico genovese: ‘Eugenio Scalfari nella sua paginata di domenica 4 aprile 2010 su Repubblica ha fatto l’analisi politica delle elezioni regionali. Pur essendo stato, come suo solito, esauriente e quasi prolisso, è riuscito comunque nell’impresa, disperata per chiunque altro ma non per lui, di non citare neppure una volta il MoVimento 5 Stelle. Si esercita tutta la settimana per stupirci e non delude mai le attese”.

Le critiche di Grillo non risparmiano neppure il quotidiano romano Il Tempo. In data 1 aprile, il giornalista Fabrizio dell’Orefice pubblicò un articolo dal titolo eloquente “Grillo si piglia i soldi“. Nel testo si faceva riferimento ai 2 milioni di euro che, per legge, spetterebbero al Movimento 5 Stelle come rimborso elettorale. Come può Beppe Grillo, si chiedeva il giornalista, accettare una tale somma? Proprio lui che per anni ha combattuto il finanziamento pubblico? A spiegarlo è stato l’avvocato del comico in una lettera inviata quest’oggi alla redazione romana.

“Fino dal 26 marzo 2010 […] sono state pubblicate sul blog di Beppe Grillo, le dichiarazioni autografe dei cinque candidati del MoVimento 5 Stelle attraverso le quali essi esprimono con estrema chiarezza la volontà di non riscuotere […] i cosidetti rimborsi elettorali […]. Beppe Grillo, in ogni caso, non avendo preso parte alle recenti elezioni e non rivestendo alcun ruolo istituzionale all’interno del Movimento 5 Stelle […] non avrebbe alcun titolo a ricevere i predetti contributi o, per usare le parole del suo cronista, a “pigliarsi i soldi”.

La risposta del giornalista non si è fatta attendere. Fabrizio dell’Orefice ha cercato una via d’uscita sottolineando come sia la legge stessa ad obbligare qualunque soggetto si presenti alle elezioni a ritirare i soldi che gli spettano. Queste le sue parole: “La legge sui rimborsi elettorali […] prevede l’erogazione di tali fondi. E non l’assegnazione […]. Significa in pratica che la “rinuncia” non è un’ipotesi prevista […]. Dunque il Movimento […] dovrà ritirare quelle somme se […] intende rispettare una legge della Repubblica. Poi di quelle somme farà l’uso che ritiene giusto, corretto, morale: in qualunque caso ne daremo conto.” Attenderemo con ansia il giorno in cui quei famigerati 2 milioni di euro verranno consegnati al Movimento 5 stelle.

Di Marcello Accanto