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Cina: 115 minatori salvati dopo 8 giorni in miniera, si grida al miracolo.

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PECHINO – L’incubo è finito. Gli occhi hanno rivisto la luce dopo una settimana di agonia, paura e terrore. Le operazioni di recupero proseguono con grande efficienza ed è salito a 115 il numero di minatori portati in salvo dai soccorritori. Operai che lavoravano presso la miniera allagata di Wangjialing, nella provincia settentrionale cinese dello Shanxi. Un evento che aveva tenuto col fiato in sospeso una nazione intera. Un fatto che era stato seguito a livello internazionale da moltissime testate televisive e cartacee.

Le squadre di soccorso sono ora impegnate nella ricerca e nel recupero dei rimanenti 39 minatori che sono ancora intrappolati a 250 metri di profondità nelle viscere della terra cinese. Da otto giorni ormai. I media locali parlano di un vero e proprio miracolo visto che anche nelle più rosee prospettive non si sperava di salvare in così poco tempo un numero così cospicuo di minatori. Grande soddisfazione è stata espressa dalla protezione civile nazionale che ha riportato un evidente successo.

Secondo i molteplici medici che hanno visitato i sopravvissuti le condizioni di salute generali sono stabili e non destano particolari preoccupazioni. Grande sollievo è stato espresso per i familiari che hanno potuto riabbracciare i loro cari dati già per dispersi. Le immagini del salvataggio sono state trasmesse in diretta in tutto il mondo provocando una grande commozione generale planetaria.

Tremila pompieri, poliziotti e volontari hanno lavorato freneticamente per liberare dai detriti la miniera. Soprattutto l’acqua che si era infiltrata allagando canali e condotti, rendendo difficilissime le operazioni di recupero. Fortunatamente gran parte dei sopravvissuti era rimasta intrappolata su una grande piattaforma sotterranea, protetta dall’allagamento che si stava diffondendo nella miniera. Nei giorni scorsi erano state calate delle sacche di glucosio per alimentare i malcapitati che hanno così potuto rifocillarsi ad intervalli regolari. Insieme ad esse era stato fatto arrivare anche un tubo che trasmetteva ossigeno, necessario per quel luogo in cui l’aria andava sempre più rarefandosi.

Un vero e proprio miracolo che aspetta di completarsi con il recupero degli ultimi 38 superstiti.

Alessandro Frau