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Como, risolto il caso di Beatrice, morta nel lago

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Como, 5 aprile. Risolto definitivamente, anche grazie alla confessione dell’omicida,  il caso della morte di  Beatrice Sulmoni, la donna di 36 anni originaria di Obino, un Comune nelle vicinanze di Mendrisio, scomparsa misteriosamente 10 giorni fa, e ripescata lo scorso venerdì priva di  vita  nelle acque del lago di Como, in località Laglio.

Sarebbe stata, secondo la confessione avvenuta da parte del marito della vittima, la gelosia il motivo dell’assassinio. Beatrice aveva affermato  più volte di voler andare via, lasciando il consorte  Marco Siciliano, che ha quattro anni meno di lei, ed è ora detenuto fra le mura del carcere di  Lugano. Stando agli accertamenti sul corpo, l’avrebbe dapprima  colpita alla nuca ed in seguito avrebbe iniziato a tagliare la gola della moglie.

Ad incastrare l’assassino anche prima della confessione sarebbero stati alcuni sms inviati dal cellulare di Beatrice, e letti dagli inquirenti durante le indagini. Già da ieri sera  la procuratrice generale aggiunta Rosa Item ha ordinato l’arresto ed il trasferimento nel carcere di Lugano del marito, che durante l’interrogatorio del pomeriggio di oggi ha confessato.

Durante le prime ore che erano seguita al ritrovamento del corpo nel lago, la donna era stata  ritenuta una escort dalle forze dell’ordine al lavoro sul caso. A trarre in inganno, anche la vita solitaria della vittima, la cui scomparsa avvenuta giorni prima non era stata dunque affatto notata né tantomeno denunciata dal vicinato o da altre persone. Si tratta invece di una tranquilla madre di famiglia del Canton Ticino, mamma di un bimbo. Solo dopo due giorni dal ritrovamento del cadavere, i Carabinieri hanno assegnato il nome alla donna, scambiata per una prostituta di origini est europee, tesi su cui concordava anche la polizia elvetica all’opera. Di professione, Beatrice era assistente sociale.

S. K.