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E’ già finita la moda del 3D?

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Le pellicole in 3D ‘Dragon Trainer’ e ‘Scontro tra Titani’ non stanno andando così bene come in molti si aspettavano, così non sono pochi quelli che cominciano a dubitare di questo nuovo strumento per la visione al cinema. Probabilmente le polemiche nate sui presunti danni che gli occhialini provocherebbero e, non meno importante, il prezzo caro del biglietto non stanno avendo un effetto salutare sull’industria cinematografica che pensava di poter puntare ad occhi chiusi sul tridimensionale dopo il successo di Avatar. Non sono però ancora così allarmanti i dati considerando che ‘Scontro tra Titani’ nel fine settimana di Pasqua si è portato a casa un record di incassi e lo stesso vale anche per ‘Dragon Trainer’. Il primo è partito bene venerdì andando però in calo sabato e domenica, ed il 3D dovrebbe aver aggiunto all’incasso circa 10 milioni.

David Poland analizza la questione ed elenca tutti i film dello scorso hanno che in 3D non andati benone; fra questi, giusto per citarne alcuni, si ricordano The Adventures of Sharkboy and Lavagirl, Chicken Little e Monster House. Si capisce dunque che spesso qualunque sia la dimensione in cui una pellicola venga vista, se questa non attrae il pubblico c’è ben poco da fare. L’idea di realizzare in 3D i prossimi due capitoli cinematografici di Harry Potter è, dal punto di vista commerciale, un’idea azzeccata; visto il grandissimo numero di fan e sostenitori della saga, i genitori infatti dovranno chiudere gli occhi e non badare al prezzo del biglietto.

Con ‘Harry Potter e i doni della morte: Parte I’, in uscita per novembre 2010, e ‘Kung Fu Panda 2’ (giugno 2011), i titoli in 3D che arriveranno nelle sale cinematografiche a breve saranno dieci; ciò significa che per molti di questi il successo sarà assai tortuoso da raggiungere. Sebbene ‘Scontro tra Titani’ non abbia messo molto i bastoni fra le ruote a ‘Dragon Trainer’, e ciò ha significato una salvezza per le case di distribuzione, far uscire nello stesso periodo due film in 3D rimane una mossa azzardata e rischiosa. Poland così suggerisce di darsi una calmata e di non puntare, per quanto riguarda le major cinematografiche, su più di una ventina di titoli da distribuire in tre dimensioni, onde evitare capitomboli dagli effetti economici tutt’altro che felici.

Andrea Camillo