L’attivista gay Zanardi: a 13 anni fui violentato da un parroco

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Rivelazione Shock di Francesco Zanardi, imprenditore savonese,  e attivista radicale per la causa che riguarda i diritti degli omosessuali in Italia

Omosessuale anch’esso, Zanardi si è recentemente sposato con Manuel Incorvaia, suo  stabile compagno, dopo una lunga serie di proteste sfociate anche in uno sciopero della fame. Nelle ultime elezioni si è anche candidato nella lista “Bonino-Pannella” politici di cui appunto sembra condividere il metodo di lotta nelle sue battaglie.

L’estate scorsa Francesco, in vacanza insieme al suo compagno sull’isola greca di Mykonos venne brutalmente aggredito e fu vittima di un violento pestaggio omofobo dal quale si salvò per miracolo:  Il breve racconto dell’episodio tratto dall’intervista rilasciata a Polisblog ne descrive tutta concretamente la tragicità:

Quella sera avevamo conosciuto due coppie etero. Noi avevamo lo scooter in affitto e io suggerii a Manuel di non aggravare il suo mal di gola e di andare in auto con i nostri amici, tanto dovevamo raggiungere lo stesso albergo. Poi mi allontanai per prendere la moto e venni aggredito a calci e pugni in mezzo alla strada. Ebbi un’emorragia interna e mi salvai per miracolo. In ospedale, a parte il dolore, pensavo a Manuel: se fosse tornato a Savona da solo, non avrebbe avuto niente e nessuno. Non sarebbe nemmeno potuto entrare in casa.

Ora, in risposta al Cardinale Angelo Sodano, al quale ha inviato una lettera aperta, l’attivista gay critica le parole dello stesso Cardinale, che aveva nel giorno della Santa Pasqua rivolto un messaggio di vicinanza a Benedetto XVI, attaccato su più fronti per gli scandali riguardanti gli episodi di pedofilia che sarebbero stati occultati dallo stesso Ratzinger.

In tale messaggio Sodano aveva definito “chiacchericcio”  le denunce e le accuse che vedrebbero il Santo Padre ed in generale il Vaticano nascondere o comunque “tralasciare” i presunti numerosi casi di abuso sessuale a danni di minori e bambini da parte di sacerdoti o alti prelati.

All’età di 13 anni – dice Zanardi –   ho subito violenze sessuali da parte di un prete di Savona. Finalmente la giustizia sta facendo il suo corso nei confronti di questo sacerdote che per anni è stato nascosto dall’omertà della Chiesa e della gente”

L’attacco di uno dei maggiori attivisti nel campo del riconoscimento dei diritti civili degli omosessuali si basa sul fatto che le dichiarazioni del Cardinal Sodano, offenderebbero le vittime ( come lui) piuttosto che invece in colpevoli ( come dovrebbe essere:

“Quelle dichiarazioni  infangano non i colpevoli ma le vittime come me. Sono stato anche io abusato da un sacerdote pedofilo che da più di 30 anni miete vittime nel savonese.”

Zanardi si è rivolto alla stessa procura che ha recentemente provveduto all’arresto di Luciano Massaferro, un prete di Alassio, accusato di aver abusato di una bimba di 11 anni. La parte della lettera che racconta ciò che Zanardi avrebbe subìto all’età di 13 anni mette oggettivamente i brividi, anche se ovviamente risulta essere ancora tutta da verificare.

Dal giudice ho accompagnato altre due vittime di quel parrocco. Frequentavamo la stessa parrocchia, una chiesa nel savonese. Io avevo 13 ani, loro qualche anno meno. Tutti avevamo alle spalle famiglie sfasciate: chi non aveva il padre, chi la madre alcolizzata. Io non avevo né uno né l’altra. Facevamo i chierichetti in quella chiesa e lui ci portava a fare campeggio nei boschi, oppure ci ospitava in casa della madre anziana. Ci chiedeva di dormire con lui. Credevamo fosse il prezzo che dovevamo pagare per l’affetto che ci mostrava. Ci dava una famiglia, ci ascoltava, ci faceva giocare come un padre, a noi che non avevamo nessuno con cui vivere la nostra adolesenza. E alla sera ci chiamava in tenda. Per anni ho vissuto con vergogna quei ricordi e anche ora, alcune vittime, pensano che sia sbagliato denunciare il proprio carnefice perché allora ci aveva amato, in una maniera assassina, ma ci aveva dato quell’affetto che un ragazzino ha bisogno per crescere. Ora basta però: chiedo a tutti di trovare la forza e denunciare alla magistratura queste atrocità come ho fatto io. Queste persone non devono fare ad altri, il male che hanno fatto a noi


A.S.