Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Cronaca: Ultime Notizie di Cronaca

Santi Licheri: se ne va, il Giudice amico si ritira

CONDIVIDI

Senza voler nulla togliere alla magistratura nel suo complesso, né a figure di rilievo e di tutto rispetto della Giustizia italiana di ieri e di oggi, e senza neppure voler cadere nella retorica spicciola di una esagerazione post mortem, possiamo affermare senza tema di smentita che sì, il giudice Santi Licheri è al momento attuale quello che maggiormenteda vicino” è stato conosciuto un po’ da tutti. Chi non ha presenti le sue espressioni qualche volta traditrici di un divertimento discreto, ed a tratti velate di interrogativa perplessità di fronte a certi casi un po’ strambi presentatigli, tutti analizzati con pari rispettosa scrupolosità?

Attraverso il tanto demonizzato (ed in fondo non sempre a torto condannato) piccolo schermo, un “vero” giudice, come si apprestavano sempre a definire le persone durante i commenti da bar sotto casa, è capitato che fosse avvicinato alla vita quotidiana delle persone. Con opinioni, commenti tutti da commentare, spunti ed insegnamenti che rendevano comprensibili perfino le massime latine, presto dette e tradotte  come se nulla fosse, e facevano partecipare grandi e piccini in ugual modo non di una giustizia spicciola, semplificata o salottiera, ma della Giustizia: da un punto di vista memore dei più grandi storici rimuginamenti filosofici, con grande naturalezza Santi Licheri era uso spiegare, partendo da sciocchi casi fornitigli anche da fonti non sempre del tutto accertate, i più grandi dilemmi della storia della Giustizia, dai tempi dei maggiori maestri tra i Romani, fino ai cavilli tirati fuori dall’attualità del giorno.

Muore dunque il giorno di Pasqua di quest’anno un giudice amico, ma non per questo davvero “semplice” come era solito sembrare. Dapprima procuratore della Repubblica, giudice e magistrato, era già arrivato, durante le riprese della trasmissione di Rete4 che lo hanno visto dal 1985 dirimere una marea di casi civili possibili ed impossibili, fantasiosi e seri, a rivestire, tv a parte, nella Giustizia “vera” della Repubblica, un ruolo di elevatissima responsabilità, come presidente onorario aggiunto della Corte di Cassazione. Impegno, peraltro, sempre assolto con gran dignità,  senza alcun divismo da piccolo schermo.

Casi da dilemma civile, quelli che gli abbiamo visto risolvere nelle differite dell’ora di pranzo, ma affrontati da Giudice “vero”, nel senso più autentico che possiamo riferire alla parola ed alla professione. Perché no, dunque: la G maiuscola in questo caso è giustificata quanto doverosamente sentita da più parti, e non solo da ora che si ritira per l’ultima volta, e che il suo “mi ritiro per deliberare” non riecheggerà più nelle aule.

Muore, dunque, il giudice di Ghilarzo (Oristano), che era nato nell’ormai non vicinissimo 13 aprile 1918, di sicuro dopo aver conquistato a titolo mai così pieno il valore del vero ricordo nelle pagine di storia italiana. Quelle meno gridate saranno forse le sue, come l’intera persona ed i suoi modi, come la maniera del tutto personalizzata eppure non meno correttamente legittima “al millesimo”, di svolgere un delicato dovere nell’umiltà della nobiltà, quella “vera”.

S. K.