Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Cronaca: Ultime Notizie di Cronaca

Vigilessa troppo bassa ottiene giustizia dopo 13 anni

CONDIVIDI

Una vicenda che risale a ben 13 anni fa si è conclusa venerdì scorso con una sentenza del Tar che vede riconosciuta ad una vigilessa di 45 anni la giustezza della causa da lei intentata.

Nel 1995 la giunta comunale di Verona apre un bando per  50 posti da vigile urbano, la donna arriva 62esima, ma 2 anni dopo viene comunque chiamata per le visite  a causa dell’abbandono di alcune persone assunte originariamente.

Sembra andare tutto a gonfie vele, ma la sua altezza 1,63 arresta il percorso di assunzione durante la visita medica obbligatoria. A fine Aprine 1997 per “carenza di requisito” alla donna viene comunicato di non poter essere assunta. L’altezza minima prevista è infatti 1,65, ben due centrimetri in più.

Il conseguente quanto istantaneo ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale dà per la prima volta ragione all’aspirante vigilessa. il 19 Luglio infatti il Tar sospende il provvedimento,la donna può così  iniziare a lavorare.

Ci sono voluti ben 13 anni, per giungere ad una sentenza definitiva da parte del Tar, 13 anni che mostrano quanto a volte possa essere lenta la giustizia italiana; ritardi a parte, con una decisione che appare estremamente sensata, l’organo amministrativo ha giudicato venerdì scorso il provvedimento come “illegittimo” e “discriminatorio”.

Secondo una vecchia legge infatti, risalente al 1986 , “l’altezza delle persone non costituisce motivo alcuno di discriminazione per la partecipazione ai concorsi pubblici indetti dalle pubbliche amministrazioni”. Figurano in effetti anche alcune  eccezioni nella suddetta legge, tra le quali però non sussite il corpo dei vigili urbani.

In ogni caso, come ancora riporta il Tar, anche considerando tali eccezioni, l’altezza minima sarebbe  stata quella di 1,61 e non quella di 1, 65 imposta dalla giunta di Verona. Nel testo della sentenza definitiva si legge che” la decisione di non assumere la ricorrente per l’unica ragione che questa non aveva la statura minima prescritta, è illegittima, con il conseguente obbligo conformativo, peraltro già attuato in attuazione del provvedimento cautelare, di costituire il rapporto d’impiego con la stessa”.

A.S.