Alberto Stasi a Matrix

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Dopo che per due anni è stato  l’unico sospettato per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, Alberto Stasi è stato di recente prosciolto e scarcerato.

Le prove contro di lui sembravano non lasciare dubbi sulla sua colpevolezza, incontestabili.

Una gran quantità di indizi, tra i quali le presunte migliaia di foto di natura pedopornografica presenti sul suo computer  pc, non facevano altro che indirizzare gli inquirenti sempre e solo vero Stasi, che è sempre apparso come l’unico colpevole possibile.

Le foto in questione  sono state una delle piste più battute per capire  il movente dell’omicidio.

Era stato detto, infatti, chela vittima fosse venuta a conoscenza della presenza del materiale incriminato, e che proprio questo sarebbe stato il motivo della sua uccisione da parte del fidanzato Stasi, teoria comunque che gli inquirenti non sono riusciti, per ora, a provare con in modo certo.

Poi c’è stata  la questione del diverso orario presunto dell’omicidio che ha  probabilmente cambiato molto la situazione del ragazzo.

Anche se il caso è ormai  chiuso, l’omicidio di Garlasco non ha smesso di interessare il pubblico televisivo e i lettori della carta stampata. Se possibile ora forse ancor di più, perché ora il colpevole non c’è.

Per tutti Chiara Poggi era stata uccisa dal suo amato Alberto Stasi, invece i giudici hanno ora dichiarato il contrario.

Stasera, il primo confronto diretto: in esclusiva parla per la prima volta Alberto Stasi per lungo tempo indagato, inseguito, braccato.

Lui non ha mai parlato o usufruito di telecamere o giornali per difendersi.

Stasera risponderà alle domande del giornalista di canale 5 Alessio Vinci.

Tra le altre cose Stasi, durante la registrazione, ha detto: «Non temevo la condanna, con la mia coscienza sono sempre stato a posto».

Alessio Vinci, avrà il delicato compito di raccontare, senza modificarli, i pensieri di un ragazzo , che si è sempre proclamato innocente e che, perlomeno dal suo punto di vista e da quello della Corte giudicante di primo grado, ha vissuto ingiustamente due anni di carcere.

A ciò, si aggiungono i “danni d’immagine”,che Stasi ha dovuto sostenere e che non potrebbero comunque mai essere risarciti da nessuno.

Francesca Ceccarelli