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L’equo compenso: Bondi e i “pescecani” della siae

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Il famigerato “decreto Bondi” sull’ “equo compenso”  altro non è che un ennesimo espediente per far “battere cassa” ai vampirizzatori reazionari della S.I.A.E.
Infatti, la nuova tassa, applicata soprattutto ai cd, dvd e agli hard disk, penalizza ulteriormente la libera diffusione e riproduzione ad uso privato di musica, films e qualsiasi altro veicolo di informazioni, cultura e svago.
Non è un caso che l’Italia sia al primo posto in Europa per quanto riguarda le coercizioni, vessazioni e limitazioni del sacrosanto diritto di accedere e disporre liberamente di ciò che si può condividere in rete.
I notiziari siae pullulano di intimidazioni e opinabili appelli ad un presunto uso “morale” della rete.
Dietro questa strategia  finalizzata a  tutelare gli autori, si celano  gli interessi di una oligarchia di “tetrarchi al tramonto” appartenenti ad un mondo che concepisce la cultura come appannaggio esclusivo di una classe privilegiata, antidemocratica e mistificatrice.

Fiorenza Ciribilli

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