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Delitto di Garlasco: Alberto Stasi stasera a Matrix

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Dopo essere stato per due anni l’unico sospettato per l’omicidio di Chiara Poggi, Alberto Stasi è stato recentemente prosciolto e scarcerato.  Le prove contro di lui sembravano essere del tutto schiaccianti, incontestabili. Una montagna di indizi, tra i quali le presunte migliaia di foto di natura pedopornografica presenti sul suo pc, non facevano altro che indirizzare gli inquirenti sempre e solo vero Stasi, che è sempre apparso come l’unico colpevole possibile.

Le suddette foto sono state una delle piste più battute per identificare il movente dell’omicidio. Si era detto, infatti, che Chiara fosse venuta a conoscenza della presenza del materiale incriminato, e che proprio questo sarebbe stato il motivo della sua uccisione da parte del fidanzato Stasi, teoria comunque che gli inquirenti non sono riusciti, per ora, a suffragare con prove certe. Poi la questione del diverso orario presunto dell’omicidio che ha  probabilmente cambiato molte delle carte in tavola.

Un ragazzo che si è praticamente laureato all’interno di un carcere sociale, avendo gran parte dell’opinione pubblica contro e che in questo “carcere”  è stato ben due anni, salvo essere  poi prosciolto da tutte le accuse alla fine del (primo) iter giudiziario.

La sua immagine non ha quasi mai tradito sconforto o preoccupazione, poche volte lo si è visto piangere, mai urlare, insultare qualcuno o scagliarsi contro i media. Eppure, la pressione a cui è stato sottoposto in questi lunghi mesi avrebbe incrinato anche la più dura delle scorze.

Stasera, alla trasmissione di approfondimento “Matrix“, in onda su Canale 5, Alberto Stasi racconterà, probabilmente, il suo punto di vista sulla vicenda, una versione che ancora l’opinione pubblica non può conoscere. Mai infatti è stato dato uno spazio così ampio al “colpevole per eccellenza” del delitto di Garlasco. Alessio Vinci, conduttore del programma e ottimo successore di “mitraglietta Mentana”, avrà il delicato compito di sviscerare, senza intaccarli, i pensieri di un ragazzo ( alla fine Stasi è  questo), che si è sempre proclamato innocente e che, perlomeno dal suo punto di vista e da quello della Corte giudicante di primo grado, ha vissuto ingiustamente due anni da presunto assassino A ciò, si aggiungono i “danni d’immagine”, catastrofici, i quali, dovesse risultare definitivamente innocente, non potrebbero comunque mai essere risarciti da nessuno.

A.S.