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Film in televisione: “Orchidea selvaggia”

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Questa sera, alle ore 21:00, il canale satellitare MGM trasmetterà il film drammatico, del 1990, “Orchidea selvaggia” (titolo originale “Wild orchid”). La pellicola, diretta da Zalman King e ambientata a Rio De Janeiro, è interpretata da Mickey Rourke e Jacqueline Bisset.

Emily Reed (Carré Otis), giovane laureata in diritto internazionale è stata appena assunta da una società finanziaria. Il suo datore di lavoro è una manager molto autoritaria di nome Claudia Lirones. Per sbrigare un affare importante, Emily deve accompagnare Claudia a Rio De Janeiro. Lì la ragazza conosce James Wheeler, un uomo molto seducente nonchè ex fiamma di Claudia. Emily decide di non cedere alle lusinghe di James, almeno finchè la sua datrice di lavoro non è costretta ad allontanarsi dalla città…

Stesso attore protagonista e stesso sceneggiatore di un altro, celeberrimo film di genere: “Nove settimane e mezzo”. Tuttavia, “Orchidea selvaggia” non ha la stessa intensità dell’imparentato lavoro, mostrandosi, per lo più, una galleria di luoghi comuni e sterotipi: classificato come a metà tra il porno soft e il folclore brasiliano, il lungometraggio ci mostra una serie (anzi un triangolo) di personaggi da copione: una ragazza ingenua ma non troppo, una donna matura e intransigente e un abbronzatissimo ed enigmatico uomo d’affari con qualche problema a livello sessuale. La pellicola, se tralasciamo questi elementi di ordinaria amministrazione, finisce per essere solo un film vagamente erotico le cui diverse versioni variano di lunghezza secondo i differenti usi censori locali.

Secondo la critica anche gli attori protagonisti furono pessimi: il giovane Mickey Rourke e l’emergente modella statunitense Carré Otis (conosciutisi sul set e unitisi, in seguito, in matrimonio) furono “premiati” dai Razzie Awards come peggior attore e peggior nuova attrice protagonisti. In ogni caso, la pellicola, remake dell’omonimo film del 1929, ha un seguito del 1992: “Orchidea selvaggia 2“, lavoro diretto dallo stesso Zalman King.

Valentina Carapella