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Full Tilt Poker indagata per gioco d’azzardo

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Full Tilt Poker, una delle più grandi poker room online al mondo, sarebbe indagata dal gran jury della corte federale di Manhattan riguardo a possibili violazioni della legge sul gioco d’azzardo attualmente in vigore negli Stati Uniti. Questo è quanto rivela il Financial Time aggiungendo che un ordine di comparizione davanti al gran jury sarebbe stato emesso a carico di Chris Ferguson e Howard Lederer, due giocatori professionisti chiamati a rappresentare Full Tilt Poker in questa causa legale.

Non abbiamo intenzione di fare commenti su una indagine speculativa del grand jury, visto che ancora non siamo ufficialmente a conoscenza di questa cosa” è il commento di Eric Jackson, avvocato di Los Angeles chiamato a rappresentare Ferguson, Lederer ed altre società coinvolte nell’inchiesta. In effetti i due campioni, nonostante la mozione presentata per respingere la causa civile, non hanno commentato pubblicamente l’accaduto.

In questo periodo il clima intorno al gioco d’azzardo (soprattutto online) negli Stati Uniti è abbastanza acceso. Numerose sono le cause penali rivolte ai danni di celebrità che partecipano ai vari tornei di poker che spesso vengono trasmessi live in televisione. Per Full Tilt Poker questa non è la prima indagine subita dal Governo, anche se la legge sull’online non stabilisce chiaramente in quali casi si può parlare di gioco d’azzardo e in quali no.  In realtà Full Tilt è un marchio registrato in Alderney, nel Regno Unito, quindi sottoposto a leggi che non sono quelle americane. Questo, insieme al fatto che ogni singolo stato degli U.S.A ha modificato a proprio favore la legge sul gioco d’azzardo, rende la questione ancora più ambigua. Ad aggravare però la posizione della poker room online ci pensa la possibile accusa di riciclaggio di denaro.

La situazione si può comunque riassumere nelle parole di Nelson Rose, autore di libri sul gioco d’azzardo, consigliere di alcune società del settore ed esperto di diritto, secondo il quale “gli Stati Uniti stanno combattendo questa guerra con l’intimidazione. Non esistono leggi chiare in merito, cercano solo di colpire più bersagli possibili, colpendo anche personaggi famosi, per scoraggiare tutti quanti”.

di Roberto D’Amico

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