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Nuovo attentato in Russia: attacco kamikaze in Inguscezia

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Forze di polizia russe in azione (© Ansa)

La follia assassina che sta colpendo la Russia non accenna a fermarsi. Dopo i due attentati di Mosca e Kizlyar un nuovo attacco si è  registrato quest’oggi in Inguscezia, regione russa del Caucaso del Nord. Un attentatore suicida si è fatto esplodere davanti a una stazione di polizia della cittadina di Karabulak (a circa 20 km dalla capitale Magas)  uccidendo due poliziotti e ferendone un terzo. Poco si sa sull’attentatore di Karabulak, anche se gli inquirenti sono riusciti ad identificare nel corpo emaciato quello di un trentenne con i capelli lunghi.

Sempre nella stessa stazione di polizia di Karabulak si è verificata anche una seconda esplosione, causata da un ordigno posto al di sotto di un’auto parcheggiata vicino al commissariato. L’ordigno sarebbe stato attivato a distanza dagli attentatori proprio nel momento in cui sono arrivati i soccorsi per l’esplosione suicida, secondo una tecnica già ampiamente sperimentata dai gruppi di guerriglia. Questa seconda eplosione fortunatamente non ha avuto esiti gravi, a parte il ferimento lieve di un dipendente della procura cittadina.

La dinamica suicida dell’attentato porta molti (incluse le forze dell’ordine russe) a collegarlo con gli avvenimenti della settimana scorsa nella metro di Mosca (40 morti) e in Daghestan (12 morti). Secondo questa pista i tre attentati sarebbero da ricondurre al terrorismo dei separatisti ceceni, in odore anche di fondamentalismo islamico. Sebbene molti abbiano sottolineato come ci siano differenze tra i tre attentati (quelli di Mosca e Kizlyar puntavano da una strage di civili, mentre a Karabulak l’obiettivo erano le forze dell’ordine) sembra difficile non collegarli tra di loro all’interno di un’unica linea interpretativa, soprattutto se si considera la situazione socio-politica delle repubbliche caucasiche.

Di fatto l’Inguscezia è una delle più povere ma turbolente repubbliche della Federazione Russa, insieme al Daghestan, ed ha storici legami linguistici e culturali con la confinante Cecenia. Sebbene nella questione dell’indipendenza cecena l’Inguscezia si sia schierata dalla parte del Governo centrale russo, è noto che al suo interno hanno trovato riparo molti separatisti ceceni.

Roberto Del Bove