Online il trailer di ‘Draquila – l’Italia che trema’

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:05

E’ uscito online il trailer di ‘Draquila – l’Italia che trema’, un film di Sabina Guzzanti che tratta la triste vicenda del terremoto di L’Aquila; alla base del filmato c’è l’idea secondo cui, oltre che una tremenda tragedia, i tristi eventi del 6 aprile del 2009 siano stati anche un’occasione di rilancio per il premier Silvio Berlusconi. Proprio nei confronti del premier la Guzzanti pare che non ci andrà molto leggera. ‘Draquila’ (titolo scelto dagli utenti del blog di Sabina Guzzanti), distribuito dalla Bim dal prossimo 7 maggio, inizia infatti con una voce fuori campo che dice: “Era appena iniziata la primavera e per Silvio Berlusconi era una giornata di merda”, poi il terremoto e tutto ciò che venne dopo. Vengono poi proiettate le immagini della gaffe del Presidente del Consiglio, quandò parlò di “200 milioni di euro spesi per consulenti e giudici…(subito corretti con ‘avvocati’)”. Prosegue poi la voce fuori campo ricordando come “i sondaggi lo davano in caduta libera e così quando alle 3.32 del 2009 il terremoto sveglia persino gli abitanti della casa del Grande Fratello e quando si scopre che un’intera città è stata annientata per Silvio Berlusconi è come se Dio gli avesse teso ancora una volta la mano“.

Ci sono poi immagini di repertorio del disastro a L’Aquila e della stessa Guzzanti nei panni del premier che dice: “questo terremoto è stato un grandissimo successo, nessun terremoto ha fatto ascolti come questo…“. Si vede poi Berlusconi in visita in Abruzzo che, munito di casco e a capo di un gruppo di persone, saluta degli operai dicendo loro: “ma le donne dove sono, siete forse tutti gay. La prossima volta che vengo a trovarvi le porto io… le veline”. Il finale del trailer è il culmine della polemica più aspra, con l’ormai famosa intercettazione del discorso fra l’imprenditore Francesco Piscicelli e suo cognato Pierfrancesco Gagliardi. “Non e’ che c’e’ un terremoto al giorno. Io ridevo stamattina alle 3 e mezza dentro al letto” dice il primo e l’altro risponde: “Io pure…”.

Non ce l’ho con chi vota per Berlusconi e non voglio convertire nessuno – precisa la regista in un’intervista per Vanity Fair -. Questo film mette in luce risvolti del post-terremoto che i telegiornali non hanno fatto vedere e, semmai, dimostra che la gente vota Berlusconi proprio perché non è messa nelle condizioni di farsi un’opinione diversa. Io me la sono molto presa a suo tempo con chi, da sinistra, poteva fermarlo, con chi ha spacciato la vigliaccheria per calcolo politico. Sono quelli i veri responsabili, mica gli elettori“. Per quanto riguarda il rischio delle querele la Guzzanti aggiunge: “Mi sono tutelata. Ogni fatto e ogni parola che andrà nella versione finale sarà valutato con l’aiuto degli avvocati”.

Andrea Camillo