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Poletto: L’aborto è un abominevole delitto

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I vescovi piemontesi scrivono ai nuovi consiglieri regionali richiamando “il grave dovere di avere assoluto rispetto della vita umana dal suo primo concepimento”. Al di là delle intenzioni della politica e del neo governatore del Piemonte, il leghista Roberto Cota, il cardinale Severino Poretto, durante la conferenza stampa per la presentazione della lettera, ha dichiarato: “Noi diremo sempre che l’aborto è un delitto abominevole. Noi diciamo – ha ribadito – no a qualunque forma di aborto sia che si parli della pillola del giorno dopo, di quella dei cinque giorni dopo, della Ru486 o dell’intervento chirurgico. La pillola Ru486 è un aborto chimico invece che chirurgico, quindi non c’è differenza. Noi – ha proseguito Poletto – affermiamo determinati valori e diremo sempre che l’aborto è un abominevole delitto. Purtroppo è stato introdotto con una legge dello Stato che c’è. Per noi la difesa della vita è tout court e affermiamo l’intangibilità della vita umana. Cosa farà la nuova amministrazione è da vedere, visto che deve ancora insediarsi”.

La conferenza stampa di Poletto è stato un vero e proprio discorso politico; il cardinale ha parlato anche di immigrazione, di crisi occupazionale e della famiglia. “E’ necessario superare e chiarire – è l’appello dell’arcivescovo di Torino – questo scoglio degli immigrati clandestini che non possono denunciare all’anagrafe la nascita dei loro figli”. Secondo il cardinale l’impossibilità per i clandestini di denunciare i figli è un incentivo all’aborto.
Rispondendo poi a una domanda sulla legge 194, l’arcivescovo ha osservato che «ci sono tante leggi che andrebbero riviste. Questa in particolare la Chiesa non l’ha mai condivisa. Noi continuiamo a sostenere la vita nascente e ad aiutare le donne in difficoltà. Le leggi – ha concluso – non le fa la Chiesa ma il Parlamento che deve assumersi le sue responsabilità».

Mediante questo documento, i vescovi piemontesi dicono di farsi interpreti delle attese della gente, che non trovano attenzione e spazi adeguati nelle agende legislative e amministrative e ribadiscono “la necessità di una attenzione privilegiata alla centralità della persona e al valore intangibile della vita umana”.

La lettera, redatta lo scorso 4 Marzo, è stata resa nota all’inizio del nuovo mandato del Consiglio regionale “per non correre il rischio di essere strumentalizzati o equivocati“.

Stefano Bernardi