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Processo per l’omicidio di Terre’blanche, nuovi scontri per il Sudafrica

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Il primo giorno del processo dei presunti colpevoli dell’omicidio di Terre’blanche, ha funzionato da cartina di tornasole dell’attuale instabilità sociale del Sudafrica, per un paese che non ha ancora trovato una sola identità nazionale. La polizia di Ventersdorp ha faticato a tenere separati i circa 200 sostenitori del Movimento fondato da Terreblanche – il movimento neonazista AWB, contrario alla fine della segregazione, all’affermazione di una società multirazziale e con essa alla condivisione del potere politico ed economico con i cittadini non bianchi – accorsi per l’occasione e gli esponenti della comunità nera locale dell’African national Congress.

La posizione dei primi è stata espressa dal loro portavoce, Andrè Visage, per il quale l’omicidio di Terreblanche deve essere considerato una vera e propria dichiarazione di guerra e il leader della sezione giovanile dell’African National Congress, Julius Malema, responsabile del clima di odio dal quale l’assassinio si è innescato, per aver ripreso la canzone “Uccidi il boero”.

Questa canzone è considerata per i neri, il simbolo dell’affrancamento dall’apartheid mentre per i bianchi è un incitamento alla violenza che ha ucciso 3.000 proprietari terrieri bianchi durante gli anni più caldi delle tensioni. La visita di Malema allo Zimbabwe di Mugabe e la sua dichiarazione di voler intraprendere la ricetta del leader per la redistribuzione delle terre e delle miniere alla popolazione perchè il liberismo politico del paese non ha corrisponsto a una liberazzazione economica della comunità nera, ha rafforzato i timori dei proprietari terrieri bianchi, discendenti dei boeri, di vedere le loro terre espropriate. Malema ha respinto ogni accusa d’implicazione con l’omicidio di Terreblanche, sottolineando tuttavia che era noto chi Terre’blanche fosse e come trattasse i suoi braccianti.

I due giovani di 15 e 28 anni hanno confessato e il processo per omicidio, effrazione e tentata rapina continuerà nei prossimi giorni. A preoccupare, al momento, sono i funerali di Terre’blanche di venerdì prossimo, occasione di sicuri nuovi scontri.

di Fabiana Galassi