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Ronchi: “Basta penalizzare l’italiano: ricorreremo contro l’Europa”

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E’ stato pubblicato il nuovo bando di concorso dell’Ufficio di selezione del personale dell’Unione Europea (il cosiddetto EPSO), in un formato inedito che garantirebbe in tempi rapidi la scrematura di futuri funzionari europei. Insomma: prendono il via i nuovi concorsi per il personale dell’UE. Ma il ministro Ronchi è sul piede di guerra. Non si tratta d’accuse d’ingerenza della comunità nelle politiche nazionali, nè di reazione a sanzioni amministrative inflitte contro il governo del nostro paese (invero già pervenuteci). Si tratta della lingua.

Accade che i concorsi sopracitati si svolgeranno soltanto in inglese, francese e tedesco. E pazienza se l’italiano è lingua adottata in un paese su 27: “E’ un’inaccettabile discriminazione” denuncia il nostro ministro per le Politiche Europee Ronchi. “Le modalità con cui si svolgeranno i nuovi concorsi dell’Unione Europea sono inaccettabili. L’Italia non può assistere passivamente all’affermazione di un trilinguismo di fatto e per questo il governo italiano è intenzionato a presentare ricorso. Non è così che si costruisce l’Europa”.

Giacche immacolate, stile asciutto e elegante, acconciatura tendente alla calvizie. Ciuffo mai scomposto, meno una personalità veemente: tuona contro l’Europa “L’Italia farà una battaglia a tutto campo in difesa degli interessi nazionali. Il governo italiano presenterà ricorso per chiedere che tra le condizioni linguistiche richieste per l’ammissione ai concorsi venga cancellata l’inaccettabile oligarchia instaurata a favore di inglese, francese e tedesco come seconda lingua. Il nostro obiettivo è assicurare le stesse condizioni di accesso e partecipazione ai candidati italiani invocando quel principio riconosciuto e tutelato nell’Ue ma troppo spesso dimenticato che è la pari dignità tra tutte le lingue europee“.

A suo giudizio una “penalizzazione nei confronti della lingua italiana che deve terminare”. L’Europa è in attesa di conoscere la soluzione all’enigmatico arcano linguistico da parte del Ministro, intanto i nostri concittadini – fonte Corsera, 2004 – conoscono l’inglese in 2 su 10. Proprio mentre in Lituania ai bambini si insegnano tre lingue.

Vincenzo Marino