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Ad Arcore La Lega “conquista” le riforme

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Come annunciato, il piatto forte della cena servita ieri sera al desco di villa San Martino è stato quello delle riforme. Una pietanza particolarmente apprezzata dai commensali leghisti che, giunti numerosi ad Arcore (c’era anche “la trota” Renzo Bossi), hanno esposto al premier Berlusconi e ai suoi fidati collaboratori (i 3 coordinatori del Pdl e il responsabile dell’economia, Giulio Tremonti) la ricetta eleborata da tempo dal ministro Calderoli per centrare in tempi stetti l’obiettivo delle riforme condivise.

“E’ stata una riunione importante – ha detto lo stesso ministro per la Semplificazione, a conclusione dell’incontro di ieri sera – abbiamo trovato la quadra sul metodo per fare le riforme. Tutto quello che c’è da fare nel campo delle riforme seguirà un preciso percorso”.  E quale sia il percorso concordato con il Pdl, l’esponente del Carroccio lo ha spiegato senza troppi giri di parole, annunciando che i ministri competenti (lui e Bossi) potranno predisporre dei testi che verranno esaminati dai coordinatori di partito per poi approdare al Cdm e quindi in Parlamento.

Un iter che riconosce dunque la centralità indiscussa della Lega e che, secondo le ottimistiche previsioni abbozzate da Roberto Calderoli, permetterà di approntare le riforme su un metodo concreto e condiviso in grado di ottimizzare i tempi di lavoro.

Grandi discussioni si sarebbero consumate inoltre sugli scenari ipotizzabili per il dopo Zaia al ministero dell’Agricoltura. Berlusconi ha continuato a marcare il proprio irrinunciabile sostegno nei confronti di Gianfranco Galan (il premier teme che la mancata nomina dell’ex governatore del Veneto possa procurargli qualche grattacapo all’interno del partito) e i leghisti avrebbero alla fine ceduto, promettendo di mantenere fede agli accordi siglati.

Qualche accenno, infine, al ddl sulle intercettazioni che rimane un punto importante nell’agenda politica del presidente del Consiglio, pressato da indagini che ricorrono in maniera disinvolta a queste misure investigative; alla riforma del fisco sulla quale si sarebbe pronunciato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, promettendo di occupoarsene personalmente insieme al premier, e sulle riforme istituzionali.

Sul tavolo, i rappresentanti della Lega avrebbero posto le diverse soluzioni: dal semipresidenzialismo, al premierato, passando per il presidenzialismo puro, senza però incassare alcuna “benedizione” definitiva da parte del presidente del Consiglio, poco incline a soffermarsi su queste presunte “sottigliezze” e interessato piuttosto a disegnare scenari più netti per la governabilità del Paese.

Maria Saporito