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Baghdad: arrestato un bambino kamikaze di 10 anni pronto a farsi esplodere tra la gente

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BAGHDAD – Una triste rivelazione è stata resa nota oggi dalla polizia irachena. Un arresto che sorprende ma che fa capire quanto sia spietata la rete terroristica di Al Qaeda. Un ragazzino di 10 anni, reclutato dai terroristi per commettere un attentato-kamikaze, è stato arrestato a Baghdad qualche giorno fa. Il fanciullo è stato fermato giusto qualche attimo prima che si facesse esplodere in una delle zone più frequentate dai civili iracheni. Il salvataggio di questo attacco ha portato alla luce questa brutta piaga: il reclutamento di minori sempre più giovani per eseguire operazioni di questo tipo. Una misura che gli uomini di Bin Laden adoperano con grande frequenza.

Lo sconcertante retroscena è stato rivelato dal capitano Anas al-Issawi. “Il ragazzino, che era già stato utilizzato nel passato da al-Qaeda per piazzare bombe, era sparito quattro giorni fa dalla casa di famiglia a Amaniyat a-Falluja”, una regione che si trova circa 35 km ad ovest di Baghdad. “Tre uomini a bordo di un furgone lo avevano portato nel villaggio di Chitcher per prepararlo all’operazione suicida. E stamane gli hanno fatto indossare un giubbotto dotato di esplosivo, una “dichdacha” (la tunica maschile) e lo hanno portato all’alba su una strada nel deserto, nei pressi di un checkpoint della polizia alle porte di Amaniyat a-Falluja, chiedendogli di farsi esplodere in un’ora di punta”.

Secondo le prime ricostruzioni il ragazzino ha seguito le istruzioni alla lettera senza mostrare alcun tentennamento o ripensamento. Si è tradito solamente quando ha visto la polizia che si insospettiva nei suoi riguardi. La conferma è data dallo stesso capitano: “Quando ha visto tanta gente, si è avvicinato, ma un poliziotto gli ha intimato di allontanarsi. Preso dal panico, è fuggito, ma è stato catturato e la polizia ha scoperto il gilet con l’esplosivo. Il ragazzino ha poi dato informazioni sul veicolo utilizzato dai membri di al-Qaeda e tre di loro sono stati arrestati”. Una brutta scoperta che può però sensibilizzare su questo reclutamento senza scrupoli per cercare di fermarne la deriva.

Alessandro Frau