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Barcellona: Messi da urlo

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I tifosi Blaugrana si stanno ancora stropicciando gli occhi dopo le perle di ieri sera contro l’Arsenal dicendo “io c’ero”, mentre quelli neroazzurri cominciano già a mordersi le mani dalla paura in vista della semifinale del prossimo 20 aprile, ma una cosa è certa: Lionel Messi, non è di questo pianeta.
E questa, infatti, la voce che si rincorre su tutti i giornali europei e non per cercare di definire qualcosa che difficilmente risulta definibile a parole. Un vero e proprio mostro paragonabile, nonostante la sua tenera età, ai più grandi di sempre come Maradona e Pelè.

Proviamo allora a descriverlo usando ed elencando solo gli ultimi numeri di una carriera fino ad ora fantastica.

Con la quaterna rifilata ai Gunners, “la Pulce” diventa il capocannoniere della Champions League con otto reti (nel complesso 39 gol in 43 apparizioni) ed entra di diritto nel sestetto degli uomini incredibili, capaci di realizzare quattro marcature in un singolo match della massima competizione europea facendo compagnia a gente come: Marco Van Basten, Rud Van Nisterlrooy e Andry Shevchenko. Tutto questo senza scomodare il mostro sacro ungherese, Ferenc Puskas; capace di realizzare quattro reti nella finale della vecchia Coppa Campioni del 1960 con la maglia del Real Madrid.
Ma non contento, il piccolo genio argentino, resta recordman dei record! Nessuno, infatti, eccezione fatta per l’ultimo citato Puskas, ha mai realizzato un poker in una partita ad eliminazione diretta da quanto la Champions League ha cambiato nome e struttura prendendo le sembianze attuali. Roba da farsi drizzare i capelli.

Molteplici nel frattempo le dichiarazioni di stima pubblicate su quasi tutti i giornali del mondo. Si va dal titolo “Messia”, del quotidiano catalano Sport, passando per Marca (giornale tradizionalmente vicino alle Merengues) ed il suo “il Re del Calcio”, concludendo poi con i strabilianti titoli d’oltremanica che vedono primeggiare “il Times” con il suo, a caratteri cubitali: “The Genius”.

Tutti uniti quindi nel giudicare magnifico e magico questo ragazzo di appena 1,69 cm per 70 kg, capace di rendere possibile ciò che hai più sembra impossibile. Ora l’obiettivo, oltre il possibile bis in Champions, resta quello di guidare l’Argentina verso uno storico titolo mondiale che manca ormai da 24 anni.

Paolo Piccinini