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Calciopoli,Intercettazioni-bis: Abete vuole nuova inchiesta

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Ancora una settimana di attesa e poi sapremo. Dovremmo aspettare fino all’udienza prevista martedì 13, per  avere la certezza da parte della Figc sull’apertura di una nuova inchiesta sulle intercettazioni bis. Nel frattempo, il presidente Giancarlo Abete e il procuratore Stefano Palazzi si sono già incontrati nella giornata di ieri per la riapertura del fascicolo e raccogliere il materiale (600 le telefonate selezionate su un totale di oltre 15000).
I nuovi scenari includono, a detta dell’avvocato difensore della Juventus, Paolo Trofino, dirigenti di molte società italiane scoperti a parlare con i designatori dell’epoca: Bergamo e Pairetto.

Se comunque le nuove intercettazioni saranno ritenute utili al processo in corso a Napoli, anche la Figc acquisirà le stesse riaprendo di fatto l’inchiesta. Cosa assai differente rispetto alla riapertura del solo fascicolo avvenuta ieri. Anche se la Figc, nella persona di Giancarlo Abete, ha già specificato che : “eventuali nuovi elementi dovranno essere valutati per accertare la loro compatibilità con in termini della giustizia sportiva”.

Il problema principale, infatti, resta il fuori tempo massimo. In base al codice di giustizia sportiva, in vigore al momento del caso che ha visto protagoniste; Juventus, Milan, Fiorentina, Lazio e gran parte della classe arbitrale italiana (2006), la prescrizione per le società resta quella di due anni e per i tesserati, dirigenti compresi, di quattro anni. Siamo quindi ben oltre i tempi massimi, a meno che le intercettazioni venute alla luce in queste settimane non rivelino scenari ancora più clamorosi di quelli già scoperti dagli inquirenti durante il caso che scoperchiò la pentola a pressione, denominata poi Calciopoli.

Per quanto riguarda, invece, la revoca dello scudetto assegnato a tavolino nella stagione 2006 all’Inter, chiesta anche dall’ex centravanti neroazzurro, Christian Vieri. Torna a parlare il presidente della prima sentenza di Calciopoli, Cesare Ruperto, citando quanto aveva già emesso in quella caldissima estate italiana: “ Noi eravamo per la non assegnazione del titolo e l’avevamo detto. Si doveva mettere una bella x sull’albo d’oro e cercare di voltare pagina”.

A quanto pare però il libro sulle combine è pronto ad arricchirsi con altri e misteriosi capitoli.

Paolo Piccinini

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