Il legittimo impedimento è legge

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Il legittimo impedimento è legge. Napolitano ad acque calme ha firmato. E adesso c’è, quel che ha detta di alcuni è considerato  il via libera per il regime berlusconiano, sull’onda di un disegno di legge  che garantisce a Berlusconi e ai suoi ministri il diritto di non presentarsi ai processi per 18 mesi, in attesa del già previsto lodo Alfano bis.

C’è chi dice che, oggi, la giustizia e l’articolo 3 della costituzione “La legge è uguale per tutti” sono andati completamente a farsi friggere, in cambio di un “apprezzabile interesse” per assicurare “il sereno svolgimento di rilevanti funzioni”, come ha motivato la sua decisione il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Durissime le dichiarazioni dell’opposizione, Di Pietro: “cosa fatta capo ha”, così il leader dell’Italia dei Valori, “immorale” e “incostituzionale”, un provvedimento che giova solo a Berlusconi, per questo “chiederemo direttamente ai cittadini, tramite referendum, come abbiamo fatto per il lodo Alfano, se sono d’accordo sul fatto che in uno stato di diritto, come riteniamo che debba essere il nostro, si possa accettare che alcune persone non vengano sottoposte a processo come succede a tutti gli altri cittadini quando vengono accusati di aver commesso un reato”.

Pdci, federazione della sinistra, Orazio Licandro: ” E’ un privilegio. la controfirma del Presidente della Repubblica non aggiunge e non toglie nulla a questo provvedimento, che rappresenta una brutta pagina di civiltà giuridica e politica per il nostro paese”. Soddisfatto il Pdl, Gianfranco Rotondi: “il legittimo impedimento è un atto di giustizia e non di protervia politica”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone: “Napolitano si conferma un garante ineccepibile. Chi sperava di usare l’arma giudiziaria come strumento improprio per ostacolare l’attività di un governo democraticamente scelto dagli italiani è rimasto ancora una volta deluso”.

Andrea G. Cammarata

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