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L’ultimo addio a Maurizio Mosca, in centinaia per il “pendolino” magico

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Si sono svolti questa mattina, nella chiesa di San Gioachimo a Milano, i funerali di Maurizio Mosca. Il giornalista, da tempo affetto da una grave malattia, è venuto a mancare nella giornata di sabato all’età di 69 anni. Stamani, una folla di gente comune e volti noti del mondo del calcio e del giornalismo, ha riempito San Gioachimo per l’ultimo saluto al “pendolino” del calcio italiano.

Moltissimi tra giocatori, dirigenti ed ex-calciatori di Milan e Inter, sono accorsi alla cerimonia. Nella sponda nerazzurra hanno presenziato “spillo” Altobelli, Beccalossi, Riccardo Ferri, la stella uruguagia della “Grande Inter” Luisito Suarez e Sandro Mazzola. Quest ultimo ha speso belle parole per l’opinionista di “Guida al campionato”: “‘Era una persona perbene  sincera e anche molto spiritosa, che non si era arresa alla malattia fino all’ultimo”. Per quanto riguarda le fila rossonere, erano presenti Adriano Galliani e l’ex-allenatore Arrigo Sacchi, il numero uno secondo Mosca. Oltre agli esponenti calcistici, anche numerosi giornalisti hanno voluto rendere omaggio ad un personaggio che aveva conquistato tutti con ironia e simpatia.

La carriera di Mosca nella carta stampata si è caratterizzata per la sua lunga militanza nella “Gazzetta dello Sport” di cui è stato caporedattore e anche direttore ad interim per due anni nel corso degli anni ’80. La sua esperienza si è conclusa nell’1983 con lo scandalo dell’intervista scoop a Zico che si rivelò poi inventata. Da quel momento in poi, Maurizio Mosca ha fatto tanta televisione sia in Rai che in Mediaset. Già negli anni ’70 collaborava con la Domenica Sportiva su Rai 1 e con l’avvento della tv commerciale è stato figura fissa prima in “Calciomania”, co-conduzione con Cesare Cadeo, e poi nelle più recenti e famose “Guida al campionato” e “Controcampo”. Nel 2001 è uscita anche la sua autobiografia dal titolo “La vita è rotonda…come un pallone da calcio”. Forse il suo messaggio era proprio questo: prendere i lati positivi, spensierati e scherzosi del calcio per vivere una vita serena, semplice e divertente, come la sua.

Giuseppe Greco