Topi invincibili alla conquista di Parigi

Potrebbe sembrare il titolo di un romanzo o di un fil di fantascienza di dubbio gusto ed invece la traduzione che il titolo opera rispetto a ciò che sta succedendo nella capitale francese non è poi così lontana dalla realtà.

le statistiche ufficiali dicono essere circa 6 milioni,  quasi tre volte la popolazione umana della nostra di capitale, Roma. Ma la cosa più stupefacente è che la loro invasione atta alla conquista, probabilmente involontaria, della città dove la Tour Eiffel regna, stagliandosi nel cielo, sembra essere inarrestabile.

Dai quartieri più perifierici veri eserciti di migliaia di roditori stanno neanche tanto lentamente risalendo la scala sociale, perlomeno a livello territoriale, marciando trionfalmente verso le zone più agiate della “Ville Lumière”.

L’appellativo “inarrestabili” è dettato dalla loro condizione di invincibilità verso i veleni. Non è dato sapere se sia una razza che si è  geneticamente modifiicata per qualche motivo, o semplicemente a forza di essere avvelenati per decenni, secoli, ora, i figli e i pronipoti delle vittime della deratizzazione hanno naturalmente sviluppato una resistenza ai comuni veleni per topi.

Altri veleni invece, che probabilmente li fermerebbero ( ma cosa c’è di certo ormai?)  sono stati vietati dopo le pressanti proteste del mondo ambientalista, in quanto troppo pericolosi. Già in comuni veleni atti all’uccisione dei ratti mietono ogni anno diverse centinaia di vittime tra cani e gatti randagi ( e non solo).

Che sia questo un segnale, non troppo debole a onor del vero, che l’uomo non è poi così in grado di controllare la natura? Che sia giunta l’ora, per l’umanità di trovare soluzioni meno crudeli dell’avvelenamento per risolvere il problema “roditori” o quello riguardante qualunque altro essere vivente considerato fastidioso o dannoso?.

I topi purtroppo sono spesso portatori di malattie infettive ( non tutti tra l’altro) , ma va detto che la principale responsabilità di questa maledizione che li affligge è determinata dai luoghi dove vivono e dall’enorme numero di esemplari che vivono tutti assieme o comunque nella stessa zona.

La tecnologia attuale raggiunta dal genere umano però, permetterebbe quasi sicuramente una soluzione non “guerrafondaia” della questione. La sterilizzazione delle specie più prolifiche è, ad oggi, l’unica via civile che l’uomo può percorrere per vivere in accordo con la natura, senza ovviamente soccombere, altrimenti essa, prima o poi, gli si rivolerà sempre contro.

A.S.