Alzheimer: si prevede dalle modificazioni del cervello

L‘Alzheimer lancia dei segni al cervello prima di insorgere, per questo è possibile prevederlo, attraverso analisi specifiche che permettono una migliore cura di questa malattia.

Si è scoperto che nelle persone che soffrono la patologia, il corpo calloso del cervello subisce modifiche visibili e quindi decifrabili, già al primo insorgere di demenza che successivamente si modifica in Alzheimer di grado lieve, lo ha concluso una ricerca italiana, dell’ Irccs Fondazione Santa Lucia di Roma, in collaborazione con l’Università dell’Aquila (Dipartimento di Medicina e Sanità Pubblica), l’Università di Roma Tor Vergata, la Clinica della Memoria, il San Camillo-Forlanini e il San Giovanni Addolorata.

Il team coordinato dalla neuropsicologa dottoressa Margherita di Paola pubblicato su “Neurology“, ha studiato un gruppo numeroso di pazienti suddivisi per grado di severità della patologia, i quali sono stati sottoposti a due recenti tecniche di risonanza magnetica strutturale: la Voxel Based Morphometry e il Diffusion Tensor Imaging.

I risultati hanno permesso di evidenziare la presenza di due processi di degenerazione del corpo calloso, un sistema di fibre nervose, appartenente alla sostanza bianca telencefalica, posizionato trasversalmente tra i due emisferi del cervello, che raccorda le formazioni corticali dei due emisferi aventi le stesse funzioni.

La dottoressa Di Paola spiega che “Il cambiamento del corpo calloso è una caratteristica misurabile e valutabile obiettivamente. Questa misura può fornire informazioni riferibili a processi biologici normali o alla presenza di processi patogeni, ad un costo relativamente contenuto, quello di una risonanza magnetica, esame ormai entrato appieno nella routine diagnostica”.

Grazie a questa scoperta sarà possibile, individuare e seguire, già dalla fase preclinica l’andamento dell’Alzheimer, una malattia purtroppo degenerativa e dal decorso infausto, che distrugge progressivamente le cellule cerebrali, rendendo il paziente, incapace di una vita normale. Catalogata tra le demenze senili (che colpiscono generalmente oltre i 60 anni di età), è la più comune ed insorge nell’80/85 per cento dei casi di demenza.

Giulia Di Trinca