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Brasile, braccialetti del sesso e uccisioni teen-ager

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Per ogni colore una prestazione sessuale. Innocui braccialetti, in voga fra le teen-ager brasiliane,sono diventati così la causa di una serie di stupri e uccisioni, li indossano le ragazze, quasi sempre minorenni.

L’allarme sul “gioco erotico” è scattato proprio in seguito all’uccisione di due teen-ager, i cui corpi sembra siano stati ritrovati con i braccialetti colorati accanto. Alle due vittime si aggiunge uno stupro e anche questo sarebbe collegato all’innocuo ornamento per adolescenti.

I bracciali del sesso sono una tendenza nata in Inghilterra ma diffusasi con più clamore in Brasile, dove sono stati ormai banditi in diverse scuole. Si tratta di una serie di cerchietti in plastica o in caucciù, ognuno di un colore diverso. Sembrano quasi un simbolo di richiamo per i maschi, che “attratti” da questi colori mordono il bracciale prescelto fra la muta, e se riescono a spezzarlo ottengono una ricompensa: quelli di colore giallo, se rotti, corrispondono a un semplice bacio, ma quelli di colore nero mettono in palio “ricompense” ben più ambite, ovvero un rapporto sessuale con la ragazzina che lo indossava.

I casi di morte violenta associati ai braccialetti di plastica si sono verificati a Manaus, capitale dell’Amazzonia, le ragazzine uccise erano minorenni e accanto ai loro corpi alcune fonti riportano che sono stati trovati i braccialetti spezzati. Lo stupro di un’altra giovane di 13 anni si è invece verificato a Londrina, nello stato del Paranà. Negli ultimi 20 giorni a Navegantes, nello stato di Santa Caterina, sono stati segnalati altri 14 casi di tentata violenza sessuale contro ragazzine che indossavano la “pulseira do sexo”, così come sono chiamati i braccialetti erotici in Brasile.

In seguito a questi episodi nelle scuole delle città associate ai delitti, è stato proibito ai minori di 18 anni di indossare i braccialetti colorati. Ma ci si aspetta una proibizione ancor più serrata nei confronti di quella che sta diventando una tendenza diffusissima in tutto il Brasile.

Andrea G. Cammarata