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Friuli Venezia Giulia, nasce l’Atlante delle patologie professionali

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Le patologie professionali rappresentano un problema non solo di salute ma anche sociale e si pone in un grado non sicuramente inferiore al più discusso problema degli infortuni sul lavoro.

In Friuli Venezia Giulia, come risulta dai dati registrati dall’Inail, sono circa 1.200 i casi di patologie professionali che si verificano ogni anno.

Ed è proprio in Friuli Venezia Giulia che la direzione centrale Salute, Integrazione sociosanitaria e Politiche sociali della Regione ha realizzato un «Atlante delle malattie professionali in Friuli Venezia Giulia».

L’Atlante delle malattie professionali si propone di fornire una prima analisi quantitativa e qualitativa in un periodo compreso tra il 2000 e il 2007, con una visione a livello regionale e locale, nei bacini di competenza delle Aziende sanitarie. Con tale analisi l’obiettivo fissato è quello di ottenere una panoramica completa sull’andamento del fenomeno. Infatti, solo conoscendone le caratteristiche e gli sviluppi si può intervenire con un’attività di prevenzione mirata.

L’Atlante è stato presentato ieri, mercoledì 7 aprile, nel Palazzo della Regione di piazza Unità a Trieste, in un incontro con la stampa dall’assessore Vladimir Kosic e con la presenza del  responsabile area Prevenzione della direzione regionale Roberto Ferri.

L’assessore Kosik ha dichiarato”Solo la conoscenza del fenomeno ci permette di intervenire in modo efficace per migliorare le condizioni dei nostri lavoratori, solo i dati ci consentono di porre le premesse per un lavoro di prevenzione in modo da evitare i pericoli e i fattori di rischio. La denuncia deve lasciare il posto alla progettualità”.

Dal 2000 al 2007, periodo preso in esame dalla ricerca, le malattie professionali pur rimanendo stabili come numero, hanno cambiato la loro composizione: sono diminuite le ”tabellate”, (quelle espressamente previste per legge e inserite nelle tabelle dell’INAIL), e sono aumentate quelle ”non tabellate”, vale a dire di tipo nuovo.

Questo dimostra che laddove si ha conoscenza e consapevolezza del legame di una specifica malattia con l’ambiente di lavoro si può intervenire con un’attività di prevenzione. Da qui la diminuzione delle malattie “tabellate”.

Per questo, una maggiore conoscenza del rapporto dei rischi per la salute con l’ambiente di lavoro permette di adoprarsi per un’efficace prevenzione e salvaguardia.

Caterina Cariello