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Milano: l’invasione dei sindaci contro il patto di stabilità

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Cinquecento, e  sul piede di guerra. Stamattina, dalle 10, prenderà le mosse da piazza San Babila la manifestazione milanese organizzata dall’Anci Lombardia, la federazione lombarda dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani: mezzo migliaio di sindaci lombardi in marcia, aderenti all’appello dell’associazione dei Comuni contro il Patto di stabilità. Il corteo si muoverà verso corso Monforte, laddove i sindaci restituiranno simbolicamente la fascia tricolore per protesta nelle mani del prefetto Gian Valerio Lombardi.

Si apprende da una nota diramata da Anci Lombardia: “Il Patto di Stabilità e i tagli ai trasferimenti da più di dieci anni mettono in difficoltà i sindaci: non si riducono i veri sprechi, ma si tagliano le risorse ai Comuni e in alcuni casi si impedisce di investire i soldi ancora a disposizione. Manca un vero federalismo fiscale. Ora i sindaci non possono garantire il rispetto dei servizi alla comunità”. Nè l’adempimento dei parametri interni al Patto di Stabilità: ben il 30% dei comuni lombardi prevedono di non poter riuscire a rispettarne le linee guida, non bastasse la prevista contrazione degli investimenti, anche questa al 30%. Le richiesta dei “ribelli” parlano dunque di una rimodulazione del patto, così da dar respiro agli investimenti; di un reintegro dei 20 milioni di euro sottartti al fondo per le politiche sociali regionali; della compensazione totale del gettito Ici perduto e dell’applicazione, infine, di una delega sul federalismo fiscale, a garanzia di una anutonomia finanziaria.

Federalismo fiscale, appunto: a guidare la marcia dei sindaci sarà il primo cittadino di Varese Attilio Fontana, leghista. E con lui molti colleghi provenienti dallo stesso partito, a dare un che di imbarazzante alla legittima protesta dei cinquecento: proprio ieri il sindaco Moratti aveva negato ogni possibilità di partecipazione al corteo, preferendogli “le sedi istituzionali come i tavoli dell’Anci. Sicuramente quello dei Comuni è un comparto virtuoso – ammette il sindaco milanese – ed è sempre chiamato a partecipare al risanamento della finanza pubblica anche quando non contribuisce al deficit, ma in questo momento dobbiamo avere la consapevolezza che il Paese deve riprendersi e proseguire sulla strada virtuosa che ha già iniziato”.

“Mi aveva dato la sua parola che sarebbe venuta o che avrebbe mandato un delegato”, risponde corrucciato Fontana. Che precisa: “Dovrebbe sapere che la prefettura è una sede istituzionale”. Intanto le adesioni continuano a crescere: a quella del presidente nazionale dell’Anci e sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, si aggiunge Anci Toscana che fa sapere di seguire “con molta attenzione e interesse la questione della modifica del Patto di Stabilità” promettendo di “promuovere analoghe iniziative”.

Vincenzo Marino