Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Cronaca: Ultime Notizie di Cronaca

Rinviato il processo al writer Bros

CONDIVIDI

E’ stata rinviata al 19 maggio l’udienza del primo processo in un tribunale ai danni di un writer. L’ “artista” in questione, all’anagrafe Daniele Nicolosi ma conosciuto nell’underground milanese con il nome “Bros” è il primo ad essere imputato per il reato di imbrattamento dopo la riforma che ha inasprito le pene.

Il ragazzo, nato nel 1981, ha iniziato la sua carriera di writer a soli quindici anni. Fino ad oggi ha collezionato diversi successi ed ha partecipato anche a due mostre, una delle quali si è tenuta addirittura negli spazi del prestigioso Palazzo Reale di Milano, generalmente riservato ad artisti inseriti nei circuiti ufficiali dell’arte. In quell’occasione, era il 2007, il critico d’arte Vittorio Sgarbi descrisse il giovane Bros come un “Giotto moderno”.

Sui ben 17 episodi di imbrattamento rilevati dalla Polizia locale il Pubblico Ministero ha deciso però di giudicare Bros solo su  quello sulla tettoia della fermata della metropolitana di piazzale Lodi e quello sul muro perimetrale della casa circondariale di San Vittore. “Quella del Pm è una decisione – secondo il vicesindaco di Milano De Corato – che lascia l’amaro in bocca. E’ un messaggio diseducativo, anche a fronte dei 65mila euro che il Comune si è trovato costretto a sborsare per ripulire i muri dalle ‘opere’ di Bros”.

Il vicesindaco ha inoltre ricordato l’incontro avvenuto il 14 gennaio scorso tra la Prefettura, il sostituto procuratore Riccardo Targetti e Letizia Moratti. In quell’occasione il Sindaco, dati gli oltre 35 milioni di Euro spesi dall’Amministrazione comunale dal 2006 ad oggi  tra spese di ripulitura e campagne antigraffiti, aveva rivolto il proprio appello al Tribunale e ai giudici affinché mostrassero una maggiore severità verso i writers.

“Questa decisione – conclude poi De Corato – non ci soddisfa per nulla, visto che l’imputato è un soggetto plurirecidivo, e potrebbe concorrere a un abbassamento della guardia contro il fenomeno. E’ un comportamento che non comprendiamo, visto che sono poi i cittadini i primi a lamentarsi del degrado degli edifici e dei quartieri”.

di Roberto D’Amico