Telecom: addio alle cabine telefoniche

L’installazione della prima in Italia risale al lontano risale al 10 febbraio 1952 in piazza San Babila a Milano, entro il 2015 saranno rimosse tutte quelle che sono rimaste. Di cosa stimo parlando? Delle cabine telefoniche.

Per oltre mezzo secolo sono state l’unico modo per poter comunicare anche quando non si era nella propria abitazione, oggi, grazie al boom della telefonia mobile e dei cellulari, raggiungeranno il  il telegrafo e i tanti altri strumenti ormai obsoleti.

Questo è quanto è stato deciso da AGcom, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che ha dato via libera a Telecom per lo smantellamento degli ultimi 130.000 esemplari rimasti nelle nostre strade. Solo 10 anni fa, nel 2000, ne esistevano ancora 300.000, più del doppio. Adesso si procederà con l’eliminazione di circa 30.000 pezzi l’anno a partire dalle cabine più vecchie o malfunzionanti.

Resteranno solamente quelle collocate negli ospedali, nelle caserme, nelle scuole e in quei Comuni ancora non coperti totalmente dalla linea dei telefoni cellulari. In più AGcom offre la possibilità ai cittadini di salvare qualcuno di questi apparecchi. Al giorno d’oggi sono nella maggior parte dei casi vittime di atti vandalici ma se qualche utente è convinto che una cabina in particolare è ancora utile ed utilizzata potrà reclamare rivolgendosi all’AGcom via telefono (a un numero che sarà indicato) o via email (scrivendo a cabinatelefonica@agcom.it). Il Garante, a quel punto, prenderà in considerazione le richieste e, se riterrà che le motivazioni riportate nel reclamo corrispondono ad un reale utilizzo dell’apparecchio, bloccherà i lavori di rimozione. Per avvisare i cittadini della rimozione, sessanta giorni prima, su ogni cabina telefonica apparirà infatti un cartello che avviserà di quanto starà per succedere.

La decisione AGcom di dar via alla rimozione è comunque in linea con quanto accade in Europa e nel resto del mondo. Anche in Gran Bretagna, dove sono diventate quasi simbolo nazionale, le cabine stanno iniziando a sparire lentamente.

di Roberto D’Amico

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