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Unione Europea: abolizione visti Bosnia

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Miguel Angel Moratinos

E’ arrivato il momento per importanti decisioni e condizioni per l’avvicinamento della Bosnia all’Unione Europea e alla Nato ha stamane dichiarato il ministro degli Esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos dopo la presentazione del progetto.

I cittadini di Serbia, Montenegro e Macedonia hanno già ottenuto lo scorso dicembre il lasciapassare per potersi spostare tranquillamente in territorio europeo, mentre la capitale della Bosnia-Erzegovina Sarajevo deve attendere probabilmente quest’estate per ricevere l’abolizione del visto e aggiungersi alle tre Nazioni vicine per il lasciapassare.

Anche James Steinberg, sottosegretario degli Stati Uniti, si è recato assieme al ministro degli Esteri spagnolo per discutere della questione.

Si pensa che il vertice si farà in concomitanza alla conferenza di giugno tra Unione Europea e Balcani.

Moratinos e Steinberg sono quindi giunti a Sarajevo per incontrare la presidenza tripartita e Valentin Inzko Alto rappresentante delle Nazioni Unite, carica ricevuta nel 2009. Negli ultimi periodi la situazione in casa bosniaca si è fatta sempre più problematica e Inzko ha giusto il compito di porvi rimedio. L’accettazione dell’abolizione degli stati limitrofi, con la quale Bosnia-Erzegovina ha da sempre avuto problemi, ha aumentato questi dissapori.

Il ministro degli Esteri e il sottosegretario hanno poi raggiunto in una seconda conferenza i sette membri dei più importanti partiti bosniaci: Haris Silajdzic con il Partito a favore di Bosnia e Erzegovina, Sulejman Tihic con il Partito di azione democratica, Mirnes Ajanovic e il Blocco patriottico, Nebojsa Radmanovic e l’Alleanza di indipendenza socialdemocratica, Mladen Bosic e il Partito democratico serbo, Zeljko Komsic e il Partito socialdemocratico di Bosnia-Erzegovina e Ivo Miro Jovic per l’Unione democratica croata per la Bosnia-Erzegovina.

Le intenzioni dei due ambasciatori in terra straniera erano di accelerare la situazione vigente in modo da permettere alla Bosnia di ottenere una struttura istituzionale più funzionante.

La questione riguardante le diatribe tra serbi, croati e musulmani però non sono questioni di poco conto e i sette leader non sono disposti ad affrontare la questione entrata nell’Unione dei Paesi Schengen a sei mesi dalle elezioni che li vede impegnati per le rispettive campagne elettorali.

Nonostante ciò, spiega il Ministro della pubblica Sicurezza Sadik Ahmetovic, la popolazione sembra entusiasta di questa opportunità e sembra di poter coesistere per il momento con i problemi riguardanti la non cooperazione con le etnie delle terre vicine per poter ottenere il prima possibile l’abolizione dei visti.

di Andrea Bandolin