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Usa, “Barbie sacerdotessa”: un’idea per avvicinare i bambini alla religione

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Il discusso esemplare di "Barbie Reverendo"

In tempi in cui la Chiesa è bistrattata e sconvolta dallo scandalo della pedofilia, ecco l’idea giusta per riavvicinare i bambini alle attività religiose.

La curiosa e appariscente bambola è stata creata da Julie Blake Fischer, sacerdotessa in una parrocchia episcopale di Kent, nello stato americano nordorientale dell’Ohio, per testimoniare a livello mondiale la particolare attività pastorale che tale Chiesa svolge in aiuto dei bambini. Inoltre, la particolarità di questa struttura ecclesiastica è il legale arruolamento, a partire dal 1976, di sacerdoti donna.

Non si tratta quindi di una provocazione, bensì di un’operazione di fede, per tentare di rendere concreta e reale la figura della religione nella mente dei più piccoli.“Ho pensato che ai bambini sarebbe piaciuto imparare, giocando, cosa sono i paramenti sacri” ha detto la Fisher, in un’intervista al “Religion News Service”, successivamente citata da “On Faith”, blog del “Washington Post” che si occupa di temi religiosi.

Tuttavia la Mattel, depositaria del marchio Barbie, non si è mai pronunciata sul nuovo modello, né ha dato la propria approvazione alla creazione. Per la bambola, la sacerdotessa ha inoltre creato una pagina su Facebook, con foto e misure dell’esemplare, per il quale sono stati creati anche altri numerosi abiti sacri. “È impeccabile e ha gusto nel vestire” è il singolare commento dello stesso “Washington Post” alla bambola bionda più famosa nel mondo.

Con le braccia larghe come Gesù sulla croce, lo sguardo al cielo e l’abito rosso dal Reverendo è il modello perfetto per “convincere” tante bambine a “giocare” con la fede.

Estremamente ingegnosa l’idea della Fischer per avvicinare i più piccoli alle materie ecclesiastiche. Farà forse discutere, ma è proprio questo l’obiettivo dell’idea: fare in modo che se ne parli il più possibile. In questo modo, è più facile pubblicizzare informazioni e attività che avvengono nella “speciale” Chiesa dell’Ohio, dove i bambini sono sempre al primo posto.

Emanuele Ballacci