Aumentano gli aborti nella Tuscia

Anche la Ausl di Viterbo è pronta ad accogliere nel patrimonio medico- ospedaliero la RU 486, la famosa pillola abortiva che tanto sta facendo parlare di sé in questi giorni.

“Stiamo aspettando le linee guida della Regione Lazio, che dovrebbero essere imminenti  – ha affermato il primario del reparto di Ostetricia e Ginecologia del nosocomio di Belcolle, prof. Gianpaolo Palla – dopodichè la RU486 verrà a regime.

Il Consiglio Superiore della Sanità ha deciso che ci vogliono, dopo l’assunzione della pillola,  3 giorni di ricovero ordinario, ma la donna può anche firmare ed uscire dall’ospedale”.

E parlando di aborti, nella Tuscia non sono affatto diminuiti, anzi le interruzioni volontarie di gravidanza sono in continuo aumento.

“Arrivano da noi anche molte pazienti provenienti da altre città, come da Civitavecchia e Roma – spiega Palla – dal momento che nella regione sono diminuiti i centri che praticano le interruzioni di gravidanza per mancanza di medici non obiettori.

La dottoressa che le faceva a Civita Castellana ha finito il suo rapporto con l’Azienda e adesso stanno cercando un sostituto.

Nel frattempo, ogni lunedì pomeriggio la nostra Ausl opera le interruzioni di gravidanza presso un ambiente protetto che è la Day Surgery di Ronciglione.

 Lì le donne non sono in contatto né con il nido, né tanto meno con altre in attesa.

C’è grande affluenza di richieste di interruzione di gravidanza nel nostro ambulatorio”. 

Il prof. Palla parla di  circa 450 interruzioni di gravidanza nel 2009.

“Le procedure – ha precisato – sono 8 per settimana, visto che i posti letto sono 8 e non possiamo eseguirne di più.

A ciò poi vanno aggiunti gli aborti terapeutici che sono 1-2 ogni mese, dovuti a malformazioni del feto, che vengono diagnosticate con l’amniocentesi precoce, che permette di individuare feti con alterazioni cromosomiche.

 Purtroppo anche il numero di questi aborti è in aumento in quanto l’età in cui la donna concepisce i figli si è sposata in avanti ed i rischi di avere feti con malformazioni sono pertanto maggiori”.

A Belcolle operano nel reparto di Ginecologica 15 medici, di cui 2 non obiettori.

Ad accedere all’interruzione di gravidanza sono per lo più straniere.

 “La maggior parte sono rumene – ha affermato Palla –  Sono poche coloro che afferiscono al nostro ambulatorio passando per il Consultorio, perché la maggior parte si reca direttamente il lunedì mattina qui a Belcolle.

La legge 194 prevede 7 giorni di riflessione, nel corso dei quali facciamo fare alla donna tutti gli esami di preospedalizzazione, per accedere, poi, il lunedì successivo, se non ci ha ripensato, alla prestazione che si effettua nel pomeriggio a Ronciglione”.

Wanda Cherubini