Corte Suprema USA: chi andrà al posto del liberal Stevens?

 

Essere membri della Corte Suprema degli Stati Uniti significa ricoprire non solo un ruolo di grande prestigio, ma anche compiere scelte delicate.

Un compito difficile attende quindi il presidente americano Barack Obama, reduce dal successo rappresentato dall’accordo con la Russia per il nuovo START. Diviso tra Iran, Cina e ripresa economica, si è ritrovato di fronte all’ennesimo nodo da sciogliere quando ha ricevuto la lettera di dimissioni presentata da John Paul Stevens.

Alla soglia dei 90 anni, il decano della Corte Suprema ha deciso di concludere un’esperienza durata 35 anni, con la nomina effettuata nel 1975 da Gerald Ford, allora alla Casa Bianca. La sua decisione si concretizzerà quest’estate, tuttavia il momento di sostituire il giudice noto per le sue posizioni liberal non è lontano.

J.P. Stevens

Obama non è nuovo a questo compito. All’inizio del suo mandato si era ritirato David Souter.

Obama aveva scelto Sonia Sotomayor, donna, di origine portoricana, abbastanza “giovane” con i suoi 54 anni (almeno per i canoni italiani). Sotomayor si può considerare come un simbolo del rinnovamento sostenuto da Obama durante la campagna elettorale per le presidenziali.

La Corte Suprema è ora divisa in due parti, tra membri progressisti e conservatori, con il giudice Anthony Kennedy a fare da ago della bilancia. I democratici cercheranno di fare una scelta vantaggiosa e di lungo periodo per non perdere il controllo della Corte Suprema.

I repubblicani, però, daranno battaglia mettendo sotto la lente di ingrandimento i candidati. Al momento alcuni nomi sembrano favoriti nella corsa per occupare la poltrona lasciata da Stevens.

Merrick Garland potrebbe essere quello capace di smorzare la reazione repubblicana. Pur essendo stato scelto da Bill Clinton come giudice d’appello federale a Washington, è considerato equilibrato, scrupoloso e imparziale.

In pole position ci sono anche due donne, che potrebbero rafforzare la presenza femminile nella Corte dopo Sonia Sotomayor e Ruth Bader Ginsburg: Diane Wood ed Elena Kagan.

Sono entrambe stimate e sono già entrate nella rosa dei nomi circolati per la sostituzione di Stevens. La prima è di Chicago, come Obama, è esperta di antitrust e sostiene il diritto di abortire, tema “esplosivo” negli Stati Uniti come in Italia.

Elena Kagan ha dalla sua un primato di una certa importanza. Grazie a una recente scelta di Obama è la prima donna a presentata i casi alla Corte Suprema come Solicitor General.

Le candidature sono tutte di alto livello, ma il desiderio dei repubblicani di rendere più dura la vita al presidente potrebbe costringerlo a scegliere un nuovo nome. Sarebbe una vittoria simbolica per il partito repubblicano, ma il superamento della crisi economica costringerà sia loro che i democratici a non perdere tempo in schermaglie.

“It’s the economy, stupid!” fu lo slogan Bill Clinton per sfidare Bush. Qualcuno vinse le elezioni, qualcuno le perse…

 

L. Denaro